Alla scoperta dei rifugi climatici di Roma

Roma, la città italiana più colpita dagli eventi meteo estremi, deve fare i conti con ondate di calore sempre più intense e frequenti, che minacciano in particolare le fasce più fragili della popolazione: anziani, bambini, persone con patologie croniche, chi vive in abitazioni poco efficienti o in quartieri con meno verde e meno servizi.
È in questo contesto che mercoledì 24 giugno, dalle ore 9.30, al Metropolitano Urban Center di viale Manzoni 34, si terrà l’iniziativa La città che respira. Rifugi climatici e welfare urbano per le persone fragili, promossa da Spi Cgil e Ufficio Clima di Roma Capitale.

La crisi climatica del resto non è più un rischio futuro, ma una condizione già in atto, con lo stress termico a rappresentare una delle problematiche maggiori da affrontare, con Milano e Roma in cima alle classifiche europee dei morti per caldo. Guardando in particolare alla Capitale, ricercatori di Enea, Università Sapienza e Serco Italia spa hanno analizzato a Roma il periodo compreso tra maggio e settembre di sei anni consecutivi, dal 2018 al 2023. Il triennio 2021-2023 è quello che ha registrato le condizioni più estreme: le temperature minime hanno raggiunto picchi di 28°C nel 2023, mentre le massime hanno toccato i 40,5°C nel 2022.
Con il surriscaldamento globale in corso, il trend è destinato a peggiorare. Ecco perché accanto alla mitigazione – ovvero alla riduzione delle emissioni climalteranti – diventa sempre più urgente investire in adattamento, nel solco della Strategia di adattamento climatico già approvata da Roma Capitale.
Tra gli strumenti individuati ci sono i rifugi climatici: spazi pubblici, accessibili, ombreggiati e possibilmente dotati di verde, acqua e servizi, capaci di offrire sollievo durante le ore più calde soprattutto alle persone più vulnerabili. Non si tratta solo di “ripararsi dal caldo”, ma di ripensare la città come infrastruttura di salute, prossimità e welfare climatico.
In quest’ottica l’iniziativa romana del 24 giugno richiamerà anche le esperienze internazionali di Barcellona, con la rete dei climate shelters, di Parigi, con il programma Oasis courtyards, e delle reti C40 Cities. Modelli diversi ma convergenti, che mostrano come la resilienza urbana e il ripristino della natura possano diventare una nuova forma di welfare: più alberi, più ombra, più suoli permeabili, più acqua e più spazi pubblici accessibili non sono solo interventi ambientali, ma strumenti di protezione sociale.
In Italia, dove oltre il 70% della popolazione vive in aree urbane esposte alle ondate di calore, la sfida è collegare transizione ecologica e giustizia climatica. Verde urbano, corridoi ecologici, fontane, spazi ombreggiati e servizi di prossimità diventano parte di un nuovo modello di “welfare climatico”, particolarmente importante nei quartieri periferici.
L’iniziativa del 24 giugno si svolgerà non a caso in occasione della Giornata delle Periferie, con l’obiettivo di promuovere un confronto tra esperienze di adattamento urbano e politiche sociali per le persone vulnerabili, presentare dati aggiornati e strumenti di mappatura dei rifugi climatici, rafforzare il legame tra welfare, pianificazione urbana e adattamento, e coinvolgere reti civiche, istituzioni e università in proposte operative per i quartieri.
Il programma si aprirà alle 9.30 con gli interventi di Alessandra Romano, segretaria generale Spi Cgil Roma e Lazio, e Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale. Alle 10 introdurranno i lavori Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima del Comune di Roma, e Carla Mastrantonio, segretaria nazionale Spi Cgil.
Seguiranno gli interventi di Simone Ombuen, coordinatore del gruppo di lavoro Asvis su “Città e comunità sostenibili”, e Vittorio Cogliati Dezza, del Forum Disuguaglianze e Diversità. La sessione dedicata a Le città alla sfida del clima vedrà poi la partecipazione di Giovanni Pagani, responsabile per l’Azione climatica inclusiva per C40; Giulia Benati, dell’Ufficio Clima del Comune di Roma e Universitat Autònoma Barcelona; Anna Lisa Boni, di NetZero Cities e assessora alla Transizione ecologica del Comune di Bologna.
Alle 12 è prevista la tavola rotonda La città come infrastruttura di welfare climatico, moderata da Rossella Muroni, presidente di Nuove Ri-Generazioni. Il confronto sarà dedicato ai modelli di governance locale, alla progettazione partecipata e alle reti di sostegno per anziani e fragili nell’epoca dei mutamenti climatici. Parteciperanno Edoardo Annucci, assessore all’Ambiente del V Municipio di Roma; Claudio Falasca, Auser, Abitare e Anziani; Nicole Marcellini, associazione Asud; Francesca De Donato, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio; Elena Paudice, Università La Sapienza. Le conclusioni, alle 13.15, saranno affidate a Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil.
Di seguito in allegato il programma completo della giornata.
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