Allegri: "Milan a un passo dalla seconda stella. Proprietà asettica? Non è vero, guardate Cardinale. Fino a Genova eravamo tutti morti, ora siamo tutti vivi. E su Galliani..."
Il tecnico livornese ha parlato in conferenza stampa delle questioni societarie: di seguito, alcuni estratti.
Un match point da non fallire. Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, ha presentato così in conferenza stampa la sfida, valida come ultima giornata del campionato di Serie A, contro il Cagliari: con tre punti, i rossoneri sarebbero certi di centrare l'obiettivo e qualificarsi alla prossima edizione della UEFA Champions League.
Il messaggio è quello di non sbagliare e non fallire tale appuntamento fondamentale: il ritiro chiesto dai giocatori da venerdì si può comprendere proprio in tal senso, con la rosa meneghina pronta a rimanere coesa per giungere al taglio del traguardo. In questo contesto, Allegri ha parlato così (LEGGI QUI TUTTE LE SUE DICHIARAZIONI), andando a dialogare con la stampa presente anche su alcuni temi riguardanti il suo futuro e quello societario.
Di seguito, alcuni estratti della conferenza dell'allenatore livornese.
LA PRESENZA DELLA PROPRIETA' INCIDE SUL SUO FUTURO?
Allegri si esprime così: "Dico una cosa, che è quella più importante. Chi deve fare da traino a tutto è sempre la società. Una società forte sicuramente riesce a far lavorare meglio tutti sotto ed è più facile arrivare ai risultati. La base dei risultati dipende da quello che è la società. La società è a traino di tutto. La proprietà è rimasta sempre di fianco alla squadra, nell'ultimo periodo ha capito l'importanza ed è stata ancora più vicina e siamo contenti. Domani speriamo di vincere e portare a casa questa qualificazione in Champions".
GALLIANI LA RENDEREBBE PIU' SERENO?
"Queste sono dinamiche societarie. Io devo pensare a fare l'allenatore che non è facile. Per le dinamiche societarie c'è la proprietà che deve pensare a fare quello che è il meglio per il Milan".
CUSTODE DEL MILANISMO?
Allegri parla di questo momento di possibili cambiamenti societari e della vicinanza dei tifosi: "La cosa più importante è sempre fare la propria professione con passione e amore, cercando di portare risultati. Ho avuto la fortuna di stare con Cellino, Berlusconi e Agnelli. Non è vero che la proprietà è asettica o ha meno passione. L'impegno, e Cardinale l'ha dimostrato venendo a Genova, è molto importante. Il Milan ha una sua storia e un suo DNA, che vanno rispettati: tutti quelli che lavorano al Milan devono avere la passione per ottenere dei risultati. Quando qualcuno lavora con la massima passione e professionalità non si deve rimproverare niente. Io non sono il salvatore di niente. So solo che ho un gruppo straordinario di ragazzi che domani ci deve regalare l'obiettivo della stagione e lo devono fare insieme ai tifosi. Lo stadio sarà gremito e ci dovranno dare una mano perché sarà una partita difficile".
I POSSIBILI CAMBI IN SOCIETA'
"Posso dire una cosa: fino a lunedì non possiamo dire niente. Fino a Genova eravamo tutti morti. Dopo Genova, siamo tutti vivi. Domani abbiamo la possibilità di rimanere vivi. Il risultato sposta l'opinione da una parte all'altra. Domani conta solo il risultato, ancora di più. Ce l'abbiamo lì, quindi è da prenderlo".
ALLEGRI RIMARREBBE CON IBRAIMOVIC E FURLANI?
Il tecnico rossonero parla del fatto che non sia, in realtà, una questione di uomini: "Non è una questione di persone, ma di risultato di domani sera. Parlare di futuro non serve a niente. Allegri non chiede niente. Ho un contratto col Milan e sono molto contento di essere al Milan. Il risultato di domani sposterà l'opinione da una parte o dall'altra. Se andiamo in Champions sarà stata un'ottima stagione, se andiamo in Europa League abbiamo sbagliato. Aspettiamo domani sera".
LE PAROLE DI MAROTTA SARANNO UINO STIMOLO?
Allegri chiude così, rispondendo alle dichiarazioni sulla seconda stella del presidente dell'Inter Giuseppe Marotta: "Il lato romantico non lo faccio cadere. Le parole del presidente Marotta, a cui faccio i complimenti per la stagione, devono essere da stimolo per tutto il Milan. Il Milan è a un passo dalla seconda stella. Il primo passo è chiudere nel migliori dei modi la stagione e poi cominciare la prossima con ancora più ambizione. Anche quando siamo partiti quest'anno abbiamo avuto l'ambizione di fare il massimo. Se ora siamo terzi vuol dire che non siamo stati all'altezza di poter competere per lo scudetto".
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