Patrimoniale, Landini ormai ha il chiodo fisso e insiste: “La pagheranno solo mezzo milione di italiani”

La patrimoniale? Per Maurizio Landini ormai è diventata una vera e propria ossessione. Il segretario della Cgil torna nuovamente alla carica e rilancia quella che il sindacato rosso preferisce definire “contributo di solidarietà”. Cambia il nome, ma la sostanza resta la stessa: chiedere un prelievo dell’1,2% sui patrimoni netti superiori ai 2 milioni di euro.
Una proposta reiterata a ogni occasione e in ogni contesto. Anche arrivando alla festa della Cgil di Milano, Landini ha argomentato la proposta tirando in ballo la Costituzione. «Il fisco deve essere progressivo e basato sull’intera capacità contributiva, cioè sul reddito ma anche sulla ricchezza», ha spiegato, invitando a «smetterla di fermarsi alle parole». Ma non sono le parole, piuttosto sono i numeri a fare impressione.
Il segretario Cgil la patrimoniale è un «Solo 500mila italiani»
Secondo il leader della Cgil, la misura riguarderebbe una platea – a suo dire – molto limitata: circa 500mila italiani su 60 milioni. Che saranno mai mezzo milione di italiani per l’ex leader dei metalmeccanici? Da quel prelievo, dice lui, arriverebbero 25 miliardi di euro, da destinare a sanità, scuola e politiche industriali. Un tesoretto che farebbe fuggire dall’Italia a gambe levate molti contribuenti che pagano già tasse elevatissime allo Stato italiano.
Ma Landini non ci pensa: preferisce cambiare il nome della tassa, non definendola una patrimoniale ma un contributo straordinario per chi dispone di grandi ricchezze. Un cambio di etichetta che, però, difficilmente basterà a giustificare la mani in tasca a mezzo milione di italiani.
Capone (Ugl) boccia Landini: la patrimoniale è una proposta ideologica
Un’idea bocciata senza se e senza ma dal segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone. “La proposta avanzata da Maurizio Landini a favore di un ulteriore aumento della tassazione patrimoniale è una misura profondamente sbagliata. Insistere con nuove imposte patrimoniali e con politiche economicamente regressive significherebbe affossare ogni concreta ipotesi di ripresa economica e gravare ulteriormente su cittadini e imprese”.
“La patrimoniale di Landini farebbe fuggire investimenti in Italia”
“La strada indicata dalla Cgil – incalza Capone – è ideologica e ancorata a una visione ormai superata che continua a individuare nel conflitto di classe la soluzione ai problemi del mondo del lavoro. Al contrario, l’Ugl crede nella collaborazione tra capitale e lavoro come leva fondamentale per creare sviluppo e occupazione”.
“Siamo contrari a qualsiasi intervento che possa mettere in fuga investimenti industriali e capitali dal nostro Paese, compromettendo la competitività del sistema produttivo italiano. Per questa ragione l’Ugl è contraria a ogni ulteriore aumento della pressione fiscale a danno dei contribuenti, e auspica, invece, che si possa arrivare a una riforma organica fondata su equità, semplificazione e sostegno alla crescita, attraverso un confronto serio e pragmatico tra tutte le parti sociali”.
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