Altafini: "Leao mi aveva stufato, sembra che giochi per farti un piacere. Milan sempre nel cuore"

16 Settembre 2026 - 15:15
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L'ex attaccante rossonero tra passato e presente.

Il Milan torna a giocare in Europa League e a San Siro arriva il Benfica. Un avversario che José Luis Altafini conosce bene.


Fu proprio una doppietta dell'ex attaccante a decidere la finale del 1963 contro Eusebio e compagni, la prima Coppa dei Campioni vinta dal Diavolo.


Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Altafini ha ricordato quei momenti e offerto un commento sul momento dei rossoneri.

LA FINALE DI COPPA DEI CAMPIONI TRA MILAN E BENFICA

Altafini ricorda i momenti che hanno preceduto quella storica finale:


"Il giorno prima andammo a vedere una partita del Fulham e a un certo punto si infortunò un centromediano. Ai tempi non c’erano le sostituzioni e il suo allenatore lo mandò a giocare centravanti. I miei compagni mi presero in giro tutta la sera: ‘Vedi José, il centravanti non conta niente’. Nei 90 minuti della finale per fortuna cambiarono idea".


Ma perché il Milan vinse quella partita?


"Perché Cesare Maldini, come si è raccontato mille volte, decise dal campo di cambiare la marcatura su Eusebio, che stava facendo impazzire Benitez. Rocco dalla panchina non riusciva a comunicare con noi e Maldini, come se fosse l’allenatore, spostò Trapattoni su di lui. Poi perché il Benfica giocò in 10 a lungo per un infortunio".


Di quella notte non è rimasta neanche la maglietta:


"Me la tolse un tifoso a fine partita, le scarpe chissà. Mi resta un durone sul polpaccio, mi venne per un calcio di Humberto e non mi è mai andato via, anche se passai tutta la sera col ghiaccio, senza festeggiare. Poi rimane la memoria. A fine partita, ricordo un lungo abbraccio con Rocco. Gli dissi che ero molto felice per lui, sapevo che avrebbe lasciato il Milan".

L'ADDIO AL MILAN

Tra Altafini e il Milan non finì nel migliore dei modi, ma l'ex attaccante riserva parole al miele:


"Sì, con il Milan finì male ma io nel cuore non l’ho mai lasciato. Sono andato via perché, ogni volta che perdevamo, Gipo Viani veniva addosso a me e mi urlava: ‘Abbiamo perso per colpa tua’. Amarildo una volta mi difese ma io chiesi di essere venduto. E andai al Napoli".

IL MILAN DI OGGI

Altafini passa poi al presente e commenta il Milan di oggi, non senza qualche critica:


"Quando uno vuole fare uno squadrone prende tre giocatori super. Gullit, Van Basten e Rijkaard. Questo Milan non lo so, mi sembra abbia preso tanti giocatori che non danno impulso, anche se Gila è molto bravo. Se pensiamo che con Kessie, Tonali e Theo era fortissimo...".

LEAO

Di questo Milan non fa più parte Rafael Leao, una partenza che non dispiace ad Altafini:


"Leao ero già stufo di vederlo, sembra che giochi per farti un favore".


Difesa invece per l'attuale numero 9 rossonero, Gonçalo Ramos:


"Di sicuro non ha colpe per partite come Juve-Milan, in cui non ha ricevuto una sola giocata da un compagno. Succedeva anche a me, e mi criticavano. Se giocassi oggi, mi muoverei per il campo, in serate così mi sposterei all’ala o più indietro. Ai miei tempi, non si faceva".

COMO

Infine una battuta sul Como di Cesc Fabregas, la squadra che più esalta Altafini in questo momento:


"Mamma come giocano. Se mi comprassero ora, vincerebbero il campionato: io sono sempre stato un portafortuna, dove andavo si vinceva qualcosa".

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