Altafini: "Leao mi aveva stufato, sembra che giochi per farti un piacere. Milan sempre nel cuore"
L'ex attaccante rossonero tra passato e presente.
Il Milan torna a giocare in Europa League e a San Siro arriva il Benfica. Un avversario che José Luis Altafini conosce bene.
Fu proprio una doppietta dell'ex attaccante a decidere la finale del 1963 contro Eusebio e compagni, la prima Coppa dei Campioni vinta dal Diavolo.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Altafini ha ricordato quei momenti e offerto un commento sul momento dei rossoneri.
LA FINALE DI COPPA DEI CAMPIONI TRA MILAN E BENFICA
Altafini ricorda i momenti che hanno preceduto quella storica finale:
"Il giorno prima andammo a vedere una partita del Fulham e a un certo punto si infortunò un centromediano. Ai tempi non c’erano le sostituzioni e il suo allenatore lo mandò a giocare centravanti. I miei compagni mi presero in giro tutta la sera: ‘Vedi José, il centravanti non conta niente’. Nei 90 minuti della finale per fortuna cambiarono idea".
Ma perché il Milan vinse quella partita?
"Perché Cesare Maldini, come si è raccontato mille volte, decise dal campo di cambiare la marcatura su Eusebio, che stava facendo impazzire Benitez. Rocco dalla panchina non riusciva a comunicare con noi e Maldini, come se fosse l’allenatore, spostò Trapattoni su di lui. Poi perché il Benfica giocò in 10 a lungo per un infortunio".
Di quella notte non è rimasta neanche la maglietta:
"Me la tolse un tifoso a fine partita, le scarpe chissà. Mi resta un durone sul polpaccio, mi venne per un calcio di Humberto e non mi è mai andato via, anche se passai tutta la sera col ghiaccio, senza festeggiare. Poi rimane la memoria. A fine partita, ricordo un lungo abbraccio con Rocco. Gli dissi che ero molto felice per lui, sapevo che avrebbe lasciato il Milan".
L'ADDIO AL MILAN
Tra Altafini e il Milan non finì nel migliore dei modi, ma l'ex attaccante riserva parole al miele:
"Sì, con il Milan finì male ma io nel cuore non l’ho mai lasciato. Sono andato via perché, ogni volta che perdevamo, Gipo Viani veniva addosso a me e mi urlava: ‘Abbiamo perso per colpa tua’. Amarildo una volta mi difese ma io chiesi di essere venduto. E andai al Napoli".
IL MILAN DI OGGI
Altafini passa poi al presente e commenta il Milan di oggi, non senza qualche critica:
"Quando uno vuole fare uno squadrone prende tre giocatori super. Gullit, Van Basten e Rijkaard. Questo Milan non lo so, mi sembra abbia preso tanti giocatori che non danno impulso, anche se Gila è molto bravo. Se pensiamo che con Kessie, Tonali e Theo era fortissimo...".
LEAO
Di questo Milan non fa più parte Rafael Leao, una partenza che non dispiace ad Altafini:
"Leao ero già stufo di vederlo, sembra che giochi per farti un favore".
Difesa invece per l'attuale numero 9 rossonero, Gonçalo Ramos:
"Di sicuro non ha colpe per partite come Juve-Milan, in cui non ha ricevuto una sola giocata da un compagno. Succedeva anche a me, e mi criticavano. Se giocassi oggi, mi muoverei per il campo, in serate così mi sposterei all’ala o più indietro. Ai miei tempi, non si faceva".
COMO
Infine una battuta sul Como di Cesc Fabregas, la squadra che più esalta Altafini in questo momento:
"Mamma come giocano. Se mi comprassero ora, vincerebbero il campionato: io sono sempre stato un portafortuna, dove andavo si vinceva qualcosa".
Tutti gli AGGIORNAMENTI in TEMPO REALE! Unisciti al canale WHATSAPP DI CALCIOMERCATO.COM: clicca qui
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)