Amato, citato e criticato, "Girls" è stato uno spartiacque nella storia delle serie tv. Ora che le protagoniste hanno 40 anni, come saranno i nuovi episodi?
C’è chi lo considera la voce delle donne millennial e chi lo show “che tutti amano odiare”: HBO ha annunciato il ritorno di Girls, la serie cult creata e interpretata da Lena Dunham, dieci anni dopo il finale. Ora le protagoniste non sono più ragazze ventenni con un rapporto complicato con il proprio corpo: sono arrivate alla maturità, vera o presunta, dei 40 anni. Cosa aspettarci dai nuovi episodi? Quale bellezza imperfetta e sempre reale porta con sé la nuova età anagrafica dei personaggi?
La rivoluzione estetica di Girls
Il nuovo Girls verrà girato nel 2027, in una versione ridotta di soli 5 episodi. Nel cast ci saranno di nuovo Lena Dunham (Hannah), Allison Williams (Marnie), Jemima Kirke (Jessa), Zosia Mamet (Shoshanna) e Andrew Rannells (Elijah). Mancano all’appello per ora Adam Driver e la co-showrunner Jenni Konner: Dunham ha raccontato in un memoir le esperienze negative con entrambi sul set e fuori.
Quando la serie tv Girls apparve sugli schermi tv, nel 2012, fu una piccola rivoluzione. Innanzitutto perché la creatrice, Lena Dunham, aveva solo 23 anni quando firmò con un colosso come la HBO: fino a quel momento aveva girato brevi film caricati su YouTube e scrisse la sceneggiatura pensando a cosa avrebbe voluto vedere lei in tv.

Zosia Mamet, Jemima Kirke, Allison Williams e Lena Dunham, il cast originale di Girls, nel 2013. (Photo by Charles Eshelman/FilmMagic)
Le protagoniste vivevano a New York, ma erano molto lontane dall’immaginario glamour e patinato di Gossip Girl o Sex and the City: quattro ventenni completamente impreparate alla vita reale, a cui i genitori avevano tagliato i fondi e che dovevano arrangiarsi tra lavori mal pagati, relazioni fallimentari, ambizioni confuse e diversi uomini molesti.
I corpi reali e imperfetti sullo schermo
Ma la rivoluzione era soprattutto estetica: niente capelli eternamente in piega, luci morbide e visi perfetti, anche dopo una notte fuori. Le quattro protagoniste, pur esteticamente diverse tra loro, venivano riprese in modo realistico, a tratti impietoso: i capelli in disordine, gli outfit improbabili, il trucco quasi assente o esagerato.
Girls non fuggiva dalle conversazioni difficili: stagione dopo stagione ha affrontato argomenti come l’aborto, l’intimità, le molestie sul lavoro e per strada e soprattutto il rapporto delle donne con l’immagine e con il proprio corpo.
La protagonista Hannah, cioè Lena Dunham, non era la classica bellezza allegramente inconsapevole del proprio fascino: era una donna con un corpo reale molto lontano dagli stereotipi hollywoodiani sulla magrezza. Dal pilot della serie in poi, il suo peso ha continuato a oscillare: nel memoir ha ricordato che all’epoca soffriva di disturbi alimentari.

La creatrice di Girls Lena Dunham nel 2015 al Sundance Film Festival (Photo by Larry Busacca/Getty Images)
Fermamente convinta della necessità di vedere più corpi reali in televisione, Lena Dunham ha girato molte scene di sesso che la vedevano protagonista, senza sfumare o censurare nulla. Anzi: le scene di nudo della serie mostrano il corpo in tutta la sua ingombrante, imperfetta, caotica bellezza, provocando forti reazioni dopo ogni episodio.
Erano gli anni d’oro di Twitter: la dissezione continua ha spinto Dunham a rinunciare a tornare sullo schermo con la serie tv Too Much per non rivivere l’esperienza da capo.
Lena Dunham e lo specchio campo di battaglia
È il corpo il vero campo di battaglia di Lena Dunham, che negli anni ha sempre raccontato apertamente la malattia (soffre di endometriosi), i disturbi alimentari, l’ansia, il giudizio degli altri sul suo corpo. Neanche la fama l’ha protetta: il servizio fotografico di Vogue, pesantemente ritoccato ed editato, diventò un caso.

Lena Dunham con i capelli platino e l’eyeliner marcato (Photo by Jon Kopaloff/FilmMagic)
Negli anni l’attrice e sceneggiatrice ha cercato di trovare un suo posto nel mondo, una sua voce, sperimentando con la sua immagine e sfoggiando beauty look spesso fuori le righe, con eyeliner marcati o intensi ombretti verdi, blu, amaranto. Ha avuto i capelli prima biondi, poi corvini; cortissimi e ossigenati, poi lunghi, addirittura verdi.

Lena Dunham modella per 16Arlington nel 2020 (Photo by John Phillips/BFC/Getty Images for BFC)
Il nuovo Girls e la crisi dei 40 anni
Dopo l’annuncio di HBO la curiosità è alle stelle: come saranno le ragazze, ora che non sono più ragazze? Che rapporto avranno con la maternità, con l’invecchiamento, con la crisi di mezza età? Cederanno alle lusinghe della medicina estetica e dell’Ozempic? Seguiranno religiosamente le wellness influencer?
Se Girls è ancora un titolo così amato e citato è perché ha messo sullo schermo donne reali: insopportabili, viziate, volubili e a tratti egoiste. Donne che era facile detestare, ma in cui era facile immedesimarsi. Citando la battuta più famosa di Hannah: sono diventate la voce (e il volto) di quella generazione. O almeno, di una generazione.
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