Ampliamento SAI: necessario per valorizzare la volontà dei Comuni

10 Luglio 2026 - 12:59
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lentepubblica.it

Lo scorso aprile è stato pubblicato un avviso di ampliamento dei progetti SAI per 500 posti, tipologia “ordinari”. Come emerge dalle numerose sollecitazioni ad ANCI da parte dei Comuni interessati, la risposta all’Avviso è stata molto significativa, circa 120 comuni hanno presentato domande di ampliamento per oltre 2mila posti, il quadruplo dei posti messi a bando. 


Il progetto SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione) è la rete nazionale di enti locali che realizza interventi di accoglienza per richiedenti/titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati. Gestito dal Ministero dell’Interno tramite il Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA) e il supporto del Terzo Settore, il SAI supera la semplice distribuzione di vitto e alloggio offrendo percorsi individuali di inserimento socio-economico, orientamento legale, psicologico e abitativo.

Il SAI è l’erede diretto dei precedenti modelli di accoglienza nazionale:
  • Nasce originariamente come SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
  • Viene successivamente rinominato SIPROIMI (Sistema di Protezione per Titolari di Protezione Internazionale e per Minori Stranieri Non Accompagnati).
  • Assume la sigla SAI per sottolineare la centralità dei percorsi d’integrazione personalizzati nel tessuto locale.
I progetti territoriali sono suddivisi rigidamente dal Ministero dell’Interno in base alla tipologia di beneficiari ospitati:
  • Ordinari: Destinati a nuclei familiari, donne o uomini singoli.
  • MSNA: Specifici per i Minori Stranieri Non Accompagnati (bambini e adolescenti arrivati in Italia senza adulti di riferimento).
  • DM/DS: Riservati a persone con disagio mentale o disabilità fisiche che necessitano di assistenza socio-sanitaria specialistica.

I servizi per l’autonomia

L’accoglienza non si limita all’erogazione di vitto e alloggio in appartamenti o piccole strutture. Il Manuale operativo SAI impone agli enti locali di garantire:
  • Alfabetizzazione: Corsi intensivi di lingua italiana ed inserimento scolastico dei minori.
  • Inclusione lavorativa: Attivazione di tirocini formativi, stesura del CV e orientamento al lavoro.
  • Tutela legale e medica: Supporto burocratico per le domande d’asilo, orientamento sanitario e supporto psicologico.
  • Mediazione culturale: Presenza costante di mediatori linguistici per facilitare il dialogo con la comunità ospitante.

Le dichiarazioni del delegato ANCI per l’immigrazione, Gianguido D’Alberto

Quando si tratta di un sistema virtuoso, capace di garantire percorsi concreti di integrazione, con impatti positivi tanto per le persone accolte quanto per i territori, i Sindaci sono pronti a mettersi in gioco con un impegno concreto nell’accoglienza dei rifugiati” così il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, delegato ANCI Immigrazione: “Chiediamo fin da subito al ministero dell’Interno – prosegue – che non venga svilita questa preziosa disponibilità degli enti locali e che tutte le domande presentate siano finanziate, senza escludere nessuno, così da rafforzare la rete SAI, anche al fine di attuare al meglio il Patto europeo migrazioni.”

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