Anni di inquinamento oltre i limiti in Lombardia: denunciata Regione Lombardia

L’associazione Cittadini per l’Aria ha promosso un’azione legale contro Regione Lombardia, rea di non aver garantito una tutela adeguata della qualità dell’aria e, di conseguenza, della salute pubblica
Anni di ritardi, misure giudicate insufficienti e un’esposizione prolungata dei cittadini a livelli di inquinamento oltre i limiti di legge: per questo motivo l’associazione Cittadini per l’Aria ha denunciato Regione Lombardia per non aver garantito una tutela adeguata della qualità dell’aria.
L’esposto è stato depositato alla Procura di Milano il 24 settembre 2025 e, in seguito, il primo aprile 2026 è stata presentata una memoria integrativa: con questi atti l’associazione ricostruisce nel dettaglio un sistema che non è stato in grado di intervenire in modo efficace sulle principali fonti di inquinamento, a partire dal traffico stradale, indicato da anni come il principale responsabile delle emissioni di biossido di azoto.
Uno dei punti chiave dell’esposto riguarda “il ritardo strutturale delle politiche regionali“: secondo la documentazione europea, gli effetti delle misure previste dalla Regione sarebbero stati attesi solo nel 2025, cioè fino a vent’anni dopo l’introduzione degli obblighi normativi.
Anni di ritardi e misure inefficaci, così è stata compromessa la salute dei cittadini
Le responsabilità addotte a Regione Lombardia da parte di Cittadini per l’Aria vanno oltre il piano amministrativo. L’inquinamento atmosferico – si legge nell’esposto – è associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori e riduzione dell’aspettativa di vita, con effetti particolarmente gravi su bambini e soggetti fragili.
Spiega Gloria Pellone, coordinatrice di Cittadini per l’Aria, a GreenPlanner: “non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un problema noto da decenni. Le istituzioni avevano dati, strumenti e indicazioni precise su cosa fare. Eppure, le azioni sono state rinviate, tardive o incomplete. Nel frattempo milioni di cittadini hanno continuato a respirare aria inquinata, ad ammalarsi e morire.
La Commissione europea ha messo nero su bianco criticità molto gravi: misure insufficienti sui trasporti, ritardi negli interventi più incisivi, piani poco efficaci. Non è accettabile che si arrivi a prevedere risultati solo dopo 15 o 20 anni, quando la legge impone interventi tempestivi ed efficaci. Questo significa non aver protetto adeguatamente la salute pubblica.
Non si tratta solo di accertare cosa non ha funzionato, ma di evitare che questo schema si ripeta. La qualità dell’aria è una questione sanitaria, non solo ambientale. E non può essere considerata rinviabile o dilazionabile“.
“La rilevanza penale della vicenda – afferma Marino Careglio, l’avvocato che assiste Cittadini per l’Aria in questa iniziativa legale – appare configurabile alla luce dei reati ambientali introdotti nell’ordinamento nel 2015, tra cui il reato di inquinamento ambientale colposo, il quale prevede una specifica tutela giuridica penale anche della qualità dell’aria“.
Una situazione difficile da lungo tempo in Lombardia
Secondo gli atti acquisiti dalla Commissione europea e depositati nell’ambito del procedimento, le misure adottate dalla Regione – che ha una specifica posizione di garanzia in materia – sarebbero state non solo tardive, ma anche poco ambiziose: limitazioni al traffico parziali, applicate solo per alcuni mesi e rivolte a veicoli ormai superati; interventi sul riscaldamento domestico entrati in vigore con anni di ritardo; azioni nel settore agricolo lasciate in gran parte su base volontaria.
Nel 2025, in molte stazioni lombarde i livelli di inquinamento rilevati erano fuori legge – o spesso appena sotto soglia – per diversi inquinanti come il biossido di azoto (Cinisello Balsamo), ben 16 anni dopo l’entrata in vigore del limite; per il Pm10, con un massiccio (17 stazioni) superamento dei limiti giornalieri ben oltre 20 anni dopo la loro attivazione; per il Pm2.5 (Soresina) e anche per l’ozono, che presenta diffusi superamenti di tutte le soglie, comprese quelle di allarme.
I dati indicano inoltre un massiccio superamento dei limiti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a tutela della salute umana (pur non essendo questi valori ancora inseriti nella normativa vigente).
Crediti immagine: Depositphotos
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