Il consenso ingannevole sulle energie rinnovabili

31 Luglio 2026 - 17:25
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Il consenso ingannevole sulle energie rinnovabili

Li chiamano Rifugi Climatici. Quindi il clima è diventato un pericolo, ci è ostile, minaccia di togliere le possibilità di vita sulla terra. E non è finita qui, perché gli stessi rimedi bisognerà trovarli per gli incendi, le bombe d’acque, gli uragani, le frane. La novità è che bisogna difendersi dal clima! Che paradosso creare luoghi sicuri per sfuggire a ciò che ha permesso la vita sulla terra: il clima. L’azione umana lo ha cambiato.

Dall’inizio della rivoluzione industriale l’uomo ha riempito l’atmosfera di schifezze, ha modificato le concentrazioni di CO2, incrementando l’effetto serra. Oggi ovunque ci sono guerre di cui cogliamo “solo” il lato distruttivo ignorando la quantità di veleni che immettono in atmosfera.

Solo in questi due mesi estivi l’ondata di calore ci è costata oltre 12mila morti e danni notevolissimi, fra cui la fermata di molte centrali nucleari per il surriscaldamento dell’acqua necessaria per raffreddare i reattori, con buona pace di chi vuole fare 20 centrali in Italia.

Eppure sappiamo come rigenerare il clima, ammansirlo, ripararlo; non lo si vuole fare, anzi chi governa l’Italia guarda altrove e nega che ci sia la responsabilità dell’uomo per il cambiamento palese del clima. Ma il problema non è solo il negazionismo italiano, bensì il fatto che l’Europa sul clima ha deciso di nascondere la testa nella sabbia e buttare nel cestino la transizione ecologica, preferendo il riarmo.

La riduzione delle emissioni climalteranti è possibile – ci sono le tecnologie per farlo –, è possibile anche modificare i nostri stili di vita, ma non lo si vuole fare. Il clima può aspettare, ora von der Leyen & C. pensano solo a armarsi, parlano solo di guerra, quella che i russi ci faranno. Ormai è diventato realistico dire che bisogna mandare truppe in Ucraina a sfidare la Russia. Macron, ormai leader senza popolo, parla all’esercito francese e gli comunica che per difendere la libertà serve il suo sangue.

Parlano senza porsi il problema delle conseguenze che si avrebbero se fosse presa davvero una simile decisione. La retorica bellicista è dilagante e la mancanza di qualsiasi iniziativa diplomatica, con cui viene accompagnato il riarmo, è una dichiarazione di guerra alla Russia. Qualcuno ricorda la reazione americana contro l’Urss, perché voleva mettere missili a Cuba?

Ci si concentra e ci si prepara per difendersi da una guerra immaginaria e non si fa nulla per salvare la popolazione dagli eventi estremi del clima.

Eppure fra le e gli ambientalisti c’è molto ottimismo ingiustificato sullo sviluppo delle fonti rinnovabili: il settore è in crescita, sia quello industriale, sia come contributo ai nostri bisogni di elettricità; le fossili sono in crisi e la chiusura dello Stretto di Hormuz ne ha fatto schizzare il prezzo verso l’alto, contemporaneamente il nucleare resta un annuncio con poca attendibilità perché rimane costoso e pericoloso. I nuovi reattori Smr non hanno novità rispetto ai vecchi, ma soprattutto sono ancora in una fase sperimentale ovunque nel globo terraqueo. Ma al di là delle aspettative favorevoli, la realtà è molto più scoraggiante e non giustifica alcun ottimismo. 

L’ottimismo è un impulso psicologico per motivare sé stessi e gli altri, ma spesso porta all’autosuggestione, annebbia lo sguardo, tranquillizza e assopisce: di fatto nel mix energetico globale il petrolio e il carbone restano le principali fonti utilizzate, con una quota rispettivamente del 30% e del 28%, rappresentano insieme quasi il 60%.

Guerre e cambiamento climatico indicano senza alcun dubbio che il mondo si avvicina sempre più velocemente al disastro. Come fossero dei pompieri, le energie rinnovabili tentano di rimediare a questa situazione di pericolo, ma con troppa lentezza, mezzi insufficienti e risorse umane scarse. Per ora le iniziative a favore delle rinnovabili sono prive del respiro necessario per rispondere alla velocità con cui procede il cambiamento climatico.

Il potere dell’industria energetica consolidata è cresciuto e attualmente si sta impegnando per la rinascita dell’energia nucleare e per sfruttare fino all’ultima goccia le riserve energetiche fossili. Benché nella commissione dell’Unione Europea non manchi la retorica a favore delle rinnovabili, la sua prassi è orientata a favore dell’atomo.

Ogni azione provoca una reazione, ma molti ambientalisti si preoccupano più dell’impatto ecologico dell’eolico o delle biomasse, che del ricomporsi delle forze a sostegno del fossile o del nucleare a livello internazionale. Il passaggio alle energie rinnovabili è il cambiamento strutturale economico più profondo dalla rivoluzione industriale in poi. Solo dei creduloni possono pensare che questo sia realizzabile senza attriti o con il consenso dell’industria energetica tradizionale o addirittura sulla base di valori condivisi.

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