Anziani e autonomia a rischio: specialisti a confronto su cadute, demenza e perdita dell’udito
Otorinolaringoiatri, Neurologi e Geriatri insieme per affrontare le nuove sfide di una popolazione che invecchia. Attenzione per udito, equilibrio, cervello, postura e deglutizione per proteggere l’autonomia degli anziani. Il 4 luglio a Portogruaro il II Congresso della Sezione Triveneta
Roma, 1 luglio 2026 – Una caduta apparentemente accidentale, la tendenza a sentire meno, una difficoltà crescente a deglutire, una postura più flessa e instabile, vertigini ricorrenti, disturbi del respiro e i primi segnali di decadimento cognitivo possono rappresentare l’anticamera di disturbi maggiori per i nostri anziani. Troppo spesso questi fenomeni sono ancora considerati normali evoluzioni del processo di invecchiamento. In realtà possono essere campanelli d’allarme di una fragilità più complessa, che coinvolge insieme cervello, udito, equilibrio, muscoli, alimentazione, farmaci, autonomia e vita sociale. Intercettarli precocemente significa non solo curare una patologia, ma prevenire isolamento, malnutrizione, rischio di cadute, peggioramento cognitivo e perdita progressiva di indipendenza.
A questi temi è dedicato il II Congresso della Società Italiana Oto-Neuro-Geriatria – SIONG – Sezione Triveneta, in programma sabato 4 luglio 2026 a Portogruaro (VE), presso il Palazzo del Comune, con il coinvolgimento di geriatri, neurologi, otorinolaringoiatri.
I nuovi bisogni di salute in un’Italia che invecchia
In Italia gli over 65 sono 14,8 milioni, pari a circa un quarto della popolazione. In Veneto la quota di persone con più di 65 anni è passata dal 19% del 2005 al 25% del 2025 e potrebbe arrivare al 35% entro il 2050 (dati ISTAT/Regione Veneto). Nei prossimi anni, dunque, la domanda di salute riguarderà la capacità di proteggere autonomia, funzione, comunicazione, mobilità, nutrizione, relazioni e qualità di vita. È in questo scenario che si colloca il lavoro della SIONG, società scientifica multidisciplinare che si impegna a leggere in modo integrato i segnali della fragilità nell’anziano.
Le cadute, segnale di una fragilità nascosta
Tra i temi più rilevanti vi sono le cadute dell’anziano, eventi frequenti dopo i 65 anni e spesso sottovalutati. Una caduta può dipendere da molte cause: ipotensione, sincope, vertigini, instabilità posturale, deficit visivi o uditivi, deterioramento cognitivo, sarcopenia, uso inappropriato di farmaci o condizioni ambientali sfavorevoli. Le conseguenze possono essere pesanti: fratture, ricoveri, perdita di autonomia, disabilità acquisite, necessità di assistenza e peggioramento della qualità di vita dei nostri anziani e dei caregiver che si occupano di loro.
“Una caduta nell’anziano può rappresentare il punto di arrivo di una fragilità non intercettata per tempo – sottolinea Alberto Cester, geriatra e fisiatra, coordinatore della sezione triveneta SIONG – La risposta, dunque, non può essere soltanto ortopedica o riabilitativa dopo l’evento, ma bisogna lavorare prima, in maniera interprofessionale e per quanto possibile pro-attiva, insieme ai Medici di Medicina Generale, individuando le cause, correggendo i fattori di rischio, valutando postura, equilibrio, forza muscolare, farmaci, vista, udito e funzione cognitiva. È proprio qui che l’approccio oto-neuro-geriatrico può fare la differenza”.
Udito, equilibrio e OSAS: il ruolo dell’otorinolaringoiatra
Un altro ambito centrale è la presbiacusia, cioè la perdita progressiva dell’udito legata all’età. L’ipoacusia non è soltanto un problema sensoriale: può favorire isolamento sociale, difficoltà comunicative, riduzione della partecipazione alla vita familiare e comunitaria, sintomi depressivi e peggioramento degli aspetti cognitivi. La diagnosi precoce dei disturbi dell’udito e una protesizzazione personalizzata diventano così fondamentali.
“La perdita uditiva non trattata è un fattore di rischio riconosciuto per decadimento cognitivo e demenza – sottolinea Alessandro Abramo, Direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria dell’ULSS 4 Veneto Orientale e membro del Comitato Scientifico SIONG – Questo avviene per diversi motivi: isolamento sociale, aumento del carico cognitivo necessario per decodificare i suoni e modificazioni neuroplastiche cerebrali. Allo stesso tempo, l’ipoacusia è anche uno dei fattori più facilmente individuabili e correggibili, se intercettato per tempo”.
“Nel paziente anziano, inoltre, vertigini e disturbi dell’equilibrio sono molto comuni e quasi sempre multifattoriali: possono dipendere da alterazioni vestibolari legate all’invecchiamento, patologie cardiovascolari o neurologiche, fino a condizioni benigne come la vertigine posizionale parossistica. Ipoacusia, disturbi vestibolari, disfagia e apnee ostruttive del sonno sono spesso interconnessi e possono aggravare problematiche cardiovascolari e cognitive già presenti”, aggiunge Abramo.
La difficoltà a deglutire che può compromettere nutrizione e sicurezza
La disfagia, cioè la difficoltà a deglutire, è un altro tema di forte impatto clinico e sociale. Può riguardare una quota significativa della popolazione anziana e diventare particolarmente frequente nei soggetti istituzionalizzati o affetti da patologie neurologiche come ictus, Parkinson e demenze. Può inoltre presentarsi dopo interventi chirurgici complessi, anche in ambito oncologico, richiedendo percorsi di valutazione e riabilitazione mirati. La disfagia aumenta il rischio di malnutrizione, disidratazione, polmoniti ab ingestis e peggioramento generale delle condizioni di salute.
Neuro-geriatria: diagnosi precoce, ictus, Alzheimer e Parkinson
Sul versante neuro-geriatrico, vi sono novità nella diagnosi e nel trattamento delle patologie neurologiche correlate all’età, dall’ictus cerebrale alle malattie neurodegenerative, in particolare Alzheimer e Parkinson.
“La principale missione della neuro-geriatria è contribuire a una longevità associata a buona qualità di vita – sottolinea Carlo Fattorello, neurologo, Comitato Scientifico SIONG – Patologie come ictus, Alzheimer e Parkinson compromettono profondamente la qualità della vita. Oggi le novità diagnostiche e terapeutiche, dai biomarcatori plasmatici all’intelligenza artificiale applicata alle immagini TAC e RM, fino alle nuove modalità di trattamento del Parkinson, rendono sempre più importante intercettare precocemente i segnali neurologici, cognitivi, motori e sensoriali”.
A Portogruaro il confronto tra specialisti
Il II Congresso SIONG – Sezione Triveneta si terrà sabato 4 luglio 2026 al Palazzo del Comune di Portogruaro, Piazza della Repubblica 1. Il programma scientifico prevede un confronto multidisciplinare su dieta mediterranea, Parkinson e disturbi del movimento, disfagia nell’anziano, riabilitazione della disfagia post-chirurgica, presbiacusia, disturbi olfattivi, OSAS e disturbi cognitivi, dislipidemie, prevenzione vascolare, postura, sarcopenia, fragilità muscolare e intelligenza artificiale applicata all’udito, confermando la necessità di una lettura integrata dei bisogni dell’anziano. L’obiettivo è promuovere una medicina dell’anziano capace di riconoscere prima i segnali di fragilità e di costruire percorsi personalizzati per proteggere autonomia e qualità di vita.
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