Arcipelago toscano, Legambiente «fortemente preoccupata» dalle nomine per il direttivo del Parco

Con l’individuazione dei consiglieri di nomina diretta ministeriale, che vanno ad aggiungersi a quelli già indicati dalla Comunità del Parco, Il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. ha nominato 7 componenti su 8 del direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, l’organo di governo del Parco Nazionale, dopo la recente nomina di Matteo Arcenni a presidente, ha quindi ora il numero legale per poter funzionare.

Legambiente Arcipelago Toscano, già molto perplessa per alcune delle scelte precedenti, è ora fortemente preoccupata: tra i componenti designati da Pichetto Fratin non figurano infatti profili con una comprovata esperienza nel campo della conservazione ambientale, al contrario, vi sono persone che in passato sono stati a capo del movimento anti-parco o/e hanno più volte avanzato proposte orientate allo sfruttamento turistico di beni ambientali che, per loro natura, richiederebbero invece la massima tutela da parte di un Parco Nazionale. Un orientamento che, secondo alcune sue dichiarazioni, sembra rispecchiare almeno in parte anche quello del presidente Arcenni.
La storia politica e programmatica di alcuni dei personaggi nominati fa temere in scenari simili a quelle registrate a Cala Finanza in Sardegna o in Albania, soprattutto per quanto riguarda alcune isole minori e le aree ex minerarie. Il Parco nazionale, già minacciato da abusi edilizi e di altro tipo, ora si dovrà guardare anche da attacchi dall'interno?
L’altra grande preoccupazione riguarda il rischio che quanto faticosamente costruito in questi trent’anni di attività del Parco venga progressivamente smantellato da politiche che sembrano privilegiare il profitto a discapito della conservazione, della tutela e del ripristino di biodiversità, dell’attuazione delle Direttive e normative ambientali dell’Unione europea e degli accordi e dei trattati internazionali, compiti primari e imprescindibili per un’area protetta di rilievo nazionale e internazionale.
Queste sono nomine che allontanano ulteriormente l’istituzione dell'area marina protetta (prevista dal lontanissimo 1982), perché tra i nominativi ci sono noti oppositori dell'Amp e del Parco stesso.
Queste sono nomine che aumentano i timori per la variante del Piano del Parco – non ancora approvata e da rivedere dopo le pesanti osservazioni regionali e di altri Enti – che Legambiente aveva già fortemente criticata per alcune scelte e non scelte.
Manca ancora all'appello la nomina del rappresentante dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA): il nostro auspicio è che venga riconfermato Luca Foresi, di cui riconosciamo le competenze adeguate per garantire un indirizzo rigorosamente scientifico alle decisioni del direttivo.
Infine, la Consigliera del parco nominata in rappresentanza delle associazioni nazionali riconosciute in realtà non rappresenta nemmeno le associazioni ambientaliste presenti all’Elba e ci è sconosciuta una qualsiasi sua attività in campo ambientale, mentre i suoi rapporti con la più grande associazione ambientalista del territorio – Legambiente – sono nulli.
Infine, colpisce che all’interno di un direttivo fortemente politicizzato ed egemonizzato da rappresentanti di un Partito non ci sia nessun rappresentante delle altre isole dell’Arcipelago, non ci siano giovani, il merito tanto caro al governo non sia stato preso in considerazione dal Ministro e che sia evidentemente prevalso il vecchio sistema politico della lottizzazione.
Resta la solo la speranza che qualcuno dei nominati si renda conto di quello che sta succedendo e rinunci all’incarico.
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