Attestazioni OIV: ANAC avvia le verifiche sugli adempimenti ancora aperti
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È in corso una nuova attività di monitoraggio dell’Autorità sulle attestazioni OIV (o organismi con funzioni analoghe) relative all’annualità 2024, svolte nel corso del 2025. Gli Enti destinatari delle comunicazioni sono chiamati a compilare un apposito questionario: chi non ha ancora chiuso il ciclo precedente si trova quindi a doverlo completare mentre il nuovo ciclo di attestazione è già in corso.
Con la comunicazione del 3 agosto 2026, ANAC ha formalmente avviato le verifiche sul completamento delle attestazioni OIV relative all’annualità 2024, in attuazione di quanto previsto dal par. 7.2 della Delibera n. 192 del 7 maggio 2025.
L’iniziativa conferma l’impegno dell’Autorità nel «promuovere il progressivo e continuo innalzamento degli standard di compliance delle pubbliche amministrazioni». Un obiettivo perseguito non soltanto attraverso la definizione degli obblighi, ma anche verificando nel tempo la qualità dei dati, la tempestività degli adempimenti e la coerenza tra quanto dichiarato e quanto pubblicato.
Le tre fasi della verifica ANAC: dalla rilevazione all’elenco delle inadempienze residue
Il procedimento delineato dall’Autorità si articola in tre fasi. Nella fase di rilevazione, se l’Ente ha attestato la completa ottemperanza (100%) alla pubblicazione dei dati, il procedimento si chiude subito. In presenza di difformità o incompletezze, anche parziali, si apre invece la fase di monitoraggio, in cui l’OIV (o l’organismo con funzione analoga) collabora con il RPCT per verificare e attestare l’avvenuto adeguamento tardivo.
Se permangono situazioni di non ottemperanza, si arriva alla terza fase, l’elencazione delle inadempienze residue: l’OIV è tenuto a indicare nel dettaglio gli atti, i documenti o le sezioni ancora carenti. È il momento in cui le carenze residue vengono registrate formalmente nell’applicativo ANAC dedicato alle attestazioni OIV.
Attestazioni OIV: la coerenza tra attestazione e pubblicazione al centro dei controlli dell’Autorità
La delibera sulle attestazioni OIV chiarisce un aspetto che spesso passa in secondo piano: l’Autorità si riserva di segnalare, ai sensi dell’art. 45 del D.Lgs. n. 33/2013, agli organi di indirizzo delle Amministrazioni, degli Enti o delle Società interessate, sia i casi di mancata o ritardata attestazione, sia le ipotesi in cui la verifica condotta da ANAC rilevi una discordanza tra quanto contenuto nelle attestazioni e quanto effettivamente pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” o “Società trasparente”.
Tale verifica rientra nell’attività di vigilanza d’ufficio (par. 7.2 della Delibera n. 192/2025), attraverso cui l’Autorità effettua controlli a campione sui soggetti obbligati per riscontrare la veridicità di quanto attestato.
La discordanza tra attestato e pubblicato può emergere anche a distanza di mesi dalla rilevazione, per una modifica non tracciata, un aggiornamento mancato o un errore di caricamento successivo alla chiusura formale del procedimento. È un controllo che ANAC può condurre a ritroso, su un anno di attività già chiuso sulla carta.
Trasparenza, obblighi di pubblicazione e verifiche ANAC: il carico che RPCT e OIV gestiscono spesso senza un ufficio dedicato
Chi si occupa di trasparenza raramente lo fa a tempo pieno: il RPCT, o il referente interno agli adempimenti, unisce spesso questo ruolo ad altre responsabilità e deve interpretare gli aggiornamenti normativi, rispondere a comunicazioni come quella di ANAC e verificare la coerenza tra adempimenti attestati e pubblicati senza un ufficio dedicato alle spalle. È questo divario tra il carico richiesto dai controlli e le risorse effettivamente disponibili a gestirli che espone l’Ente al rischio di segnalazione.
A complicare le cose è la distanza temporale tra la rilevazione e la successiva verifica: la richiesta di ANAC può arrivare quando il ciclo precedente sembrava ormai concluso e l’attenzione è già rivolta ai nuovi adempimenti. In questi casi, un supporto attivato soltanto al manifestarsi della criticità può allungare i tempi di risposta e rendere più difficile ricostruire le attività svolte nei mesi precedenti.
La conformità non dipende soltanto dal software, ma dall’unione di tecnologia, competenze e aggiornamento continuo. È su questo approccio che DigitalPA ha sviluppato TrasparenzaPA, la piattaforma dedicata alla gestione degli obblighi di pubblicazione nella sezione “Amministrazione/Società Trasparente”. Il software guida le pubblicazioni, monitora scadenze e attività e aiuta il RPCT a mantenere il controllo anche quando dispone di risorse limitate. Negli Enti con una struttura di supporto, permette invece di assegnare le responsabilità, coordinare il lavoro e tracciare gli interventi effettuati.
A TrasparenzaPA si affianca il servizio Supporto Attestazioni OIV, con cui i consulenti DigitalPA affiancano RPCT e gruppi di lavoro per verificare preventivamente lo stato delle pubblicazioni, individuare carenze e difformità e definire gli interventi necessari rispetto alla griglia ANAC vigente.
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