Attivisti della Flottilla ammanettati, bendati e in ginocchio mentre vengono derisi dal ministro israeliano Ben-Gvir

Maggio 20, 2026 - 18:43
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Attivisti della Flottilla ammanettati, bendati e in ginocchio mentre vengono derisi dal ministro israeliano Ben-Gvir

Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Flottilla fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo “Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo”, deride gli attivisti ammanettati e bendati in ginocchio mentre esulta: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa». In un filmato, si vede un’attivista che grida «Free Palestine» mentre viene sbattuta a terra da un agente. Ben Gvir, che già qualche tempo fa si era fatto conoscere per aver brindato all’approvazione della pena di morte per i (soli) palestinesi accusati di terrorismo, mostra in video gli attivisti Flotilla legati e in ginocchio mentre ride e sbeffeggia chi osa alzare la testa.

Sono scene che vengono condannate dal nostro governo, con la premier Giorgia Meloni che parla di immagini «inaccettabili»:  «È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano. Per questi motivi, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto» («Quanto emerge dal video del Ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana, d’intesa con il Presidente del Consiglio ho  fatto convocare immediatamente alla Farnesina l’Ambasciatore d’Israele in Italia», conferma via social il ministro degli Esteri Antonio Tajani).

Per il deputato Avs e co-portavocer di Europa Verde Angelo Bonelli quelle della premier e del titolare della Farnesina sono uscite insufficienti rispetto alla gravità di quanto accaduto. «Le immagini diffuse dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir sono agghiaccianti e mostrano al mondo il volto più brutale e disumano del fanatismo», dice Bonelli facendo riferimento alle immagini che mostrano gli attivisti della Flottilla bendati, ammanettati e in ginocchio. «Ancora più inquietanti sono le immagini in cui Ben Gvir assiste con totale indifferenza alla violenza contro una ragazza immobilizzata, afferrata per la testa e scaraventata a terra da un militare. Una violenza inaudita contro persone già private della libertà. Ben Gvir non è una figura marginale: è uno dei principali sostenitori delle politiche più estreme del governo Netanyahu, alimenta odio, sostiene le violenze dei coloni in Cisgiordania, difende l’espansione delle occupazioni illegali e chiude gli occhi davanti alla distruzione di scuole, villaggi e alle aggressioni contro i civili palestinesi». Per il co-portavoce di Europa Verde, «di fronte a tutto questo, le tardive parole di circostanza di Giorgia Meloni e Antonio Tajani non bastano più. Le richieste di spiegazioni o le prese di distanza a intermittenza sono diventate esercizi di ipocrisia politica. Non ce ne facciamo nulla delle parole se poi continuano silenzi, ambiguità e rapporti ordinari con il governo Netanyahu. L’unica risposta credibile è passare ai fatti: il ritiro immediato dell’ambasciatore italiano da Israele e l’adozione di sanzioni economiche. Basta ipocrisia. Basta complicità politica».

E altrettanto dure sono le parole di Greenpeace, che ha scritto alla premier Meloni, al ministro degli Esteri Tajani e a quello della Difesa Crosetto per chiedere un intervento urgente a tutela della sicurezza e delle persone fermate illegalmente, facendo rispettare i diritti umani e il diritto internazionale. «Secondo le informazioni disponibili, le imbarcazioni della Flotilla sono state intercettate dalle forze militari israeliane in acque internazionali. Gli attivisti e le attiviste a bordo hanno denunciato modalità di intervento violente, incluso l’utilizzo di proiettili di gomma esplosi in direzione degli equipaggi prima dell’abbordaggio militare, oltre al danneggiamento di imbarcazioni e strumentazioni – si legge nella missiva inviata al governo – Si tratta di fatti di estrema gravità, che non possono essere derubricati a un incidente diplomatico. L’intercettazione di una missione civile e nonviolenta in acque internazionali, insieme alle denunce sull'uso della forza contro persone disarmate, configura una grave violazione del diritto internazionale e dei principi fondamentali di protezione delle persone e delle missioni umanitarie. Per questo chiediamo al Governo italiano di assumere una posizione politica chiara e di condannare pubblicamente l’operazione condotta dalle autorità israeliane contro la Global Sumud Flotilla, l’intercettazione in acque internazionali e l’uso della forza contro una missione civile, pacifica e nonviolenta».

Dice Chiara Campione, direttora esecutiva di Greenpeace Italia: «La Presidente Meloni e il governo italiano non possono restare a guardare. L’assistenza consolare è necessaria, ma non basta: serve una ferma condanna dell’intercettazione illegale della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, dell’uso della forza contro persone disarmate e dei trattamenti umilianti denunciati dalle attiviste e dagli attivisti fermati. Un governo che non protegge la sicurezza dei suoi cittadini non esercita le sue funzioni. L’Italia pretenda il rilascio immediato delle persone detenute e piena trasparenza sul loro trattamento in mare e sulla terraferma. Anche questo dovrà pesare nell’accertamento delle responsabilità del governo Netanyahu davanti alla giustizia internazionale». 

Sulla vergognosa vicenda interviene anche la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, esprimendo ferma condanna per l'intervento israeliano contro la Global Sumud Flotilla, chiede al Governo italiano di agire nel modo più efficace possibile per la liberazione degli attivisti condotti nel carcere di Ashdod, tra cui cinque cittadini toscani: Antonella Bundu, Dario Salvetti, Claudio e Federico Paganelli, Alfonso Coletta. «Da Israele – dice Diop – continuano ad arrivare notizie e immagini inaccettabili. Il nostro Paese non può restare fermo e deve prendere iniziativa con la massima urgenza per garantire la protezione consolare dei nostri connazionali, la loro incolumità e il loro rapido rientro in Italia».

Le immagini pubblicate online da Ben-Gvir hanno fatto in fretta il giro del mondo, suscitando riprovazione a livello internazionale. Tanto che dopo un po' il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato questa dichiarazione: «Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile». Si riferiva agli attivisti.

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