AUSTRALIA OCCIDENTALE, UN DEPUTATO LABOR CHIEDE DI ABOLIRE IL PADRE NOSTRO IN PARLAMENTO

22 Giugno 2026 - 07:45
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Dave Kelly propone di sostituire la preghiera cristiana con un momento di silenzio e riflessione: «La nostra comunità è multiculturale, dobbiamo far sentire tutti inclusi». Il dibattito divide l’opinione pubblica

Il Padre Nostro potrebbe scomparire dall’apertura delle sedute del Parlamento dell’Australia Occidentale. A rilanciare il dibattito è stato il deputato laburista Dave Kelly, secondo il quale la tradizionale preghiera cristiana non sarebbe più adeguata alla realtà multiculturale e religiosamente diversificata dello Stato.

La proposta è emersa nell’ambito della prima grande revisione, dal 1999, delle procedure che regolano il funzionamento della Camera bassa del Parlamento dell’Australia Occidentale.

Tra i 26 punti sottoposti all’esame della commissione parlamentare figura anche la possibilità di mantenere, modificare o eliminare la recita del Padre Nostro all’inizio di ogni giornata di lavori.

Kelly, già ministro del governo statale e oggi parlamentare di maggioranza senza incarichi nell’esecutivo, ha chiesto di sostituire la preghiera con un momento di silenzio, durante il quale ciascun deputato possa riflettere sulle proprie responsabilità verso i cittadini.

«Una preghiera cristiana non è più appropriata»

Nella memoria presentata alla commissione, il deputato di Bassendean ha sostenuto che l’attuale procedura rischia di escludere i parlamentari e i cittadini che appartengono ad altre religioni o che non professano alcuna fede.

«L’Australia Occidentale è oggi una comunità orgogliosamente multiculturale, che accoglie cittadini provenienti da tutto il mondo, con molte religioni e anche senza religione», ha scritto Kelly.

Secondo il deputato, il Parlamento dovrebbe impegnarsi maggiormente affinché ogni cittadino possa sentirsi rappresentato e accolto dalle istituzioni.

Kelly ha anche raccontato che lui e altri parlamentari eviterebbero talvolta di entrare nell’aula per l’Acknowledgement of Country, la dichiarazione di riconoscimento dei popoli aborigeni, perché una volta presenti sarebbero tenuti a rimanere anche durante la successiva recita del Padre Nostro.

«Nessun altro luogo di lavoro nell’Australia Occidentale comincia ogni giornata con una preghiera, ad eccezione delle organizzazioni esplicitamente religiose, come le scuole cristiane», ha osservato.

Il richiamo alle vittime degli abusi

Kelly ha collegato la propria richiesta anche all’esperienza delle persone sopravvissute agli abusi sessuali commessi all’interno delle istituzioni religiose.

Il parlamentare si occupa da tempo delle istanze delle vittime, comprese quelle che hanno denunciato violenze attribuite a membri dei Christian Brothers.

Secondo Kelly, la recita obbligatoria di una preghiera cristiana all’interno del Parlamento potrebbe provocare disagio o riaprire traumi in coloro che visitano l’istituzione dopo avere subito abusi.

«Non si può sottovalutare l’effetto scatenante che questa pratica può avere sui sopravvissuti», ha scritto.

Per il deputato, il Parlamento dovrebbe dimostrare alle vittime di essere dalla loro parte e di non identificarsi più con le istituzioni responsabili delle violenze.

La difesa della tradizione

Il documento di discussione pubblicato dalla commissione parlamentare riconosce che il Padre Nostro rappresenta una tradizione consolidata nella storia dell’assemblea.

Un’eventuale modifica, viene sottolineato, solleverebbe questioni più ampie sul rapporto tra tradizione e modernizzazione delle istituzioni.

L’Australian Capital Territory è attualmente l’unica giurisdizione parlamentare australiana ad avere eliminato la recita tradizionale.

Nell’assemblea legislativa dell’ACT, il presidente invita i deputati ad alzarsi e a pregare oppure a riflettere sulle proprie responsabilità nei confronti della popolazione.

È proprio questo il modello indicato da Kelly come possibile alternativa per l’Australia Occidentale.

«Si tratta di rendere il Parlamento più inclusivo per tutti, indipendentemente dalla fede religiosa o dal fatto che una persona abbia una fede», ha spiegato alla radio ABC Perth.

«L’attenzione dovrebbe essere concentrata su ciò che siamo qui a fare per la popolazione dell’Australia Occidentale».

Opinione pubblica divisa

La proposta ha immediatamente provocato reazioni contrastanti.

Alcuni cittadini sostengono che il Padre Nostro debba rimanere perché il cristianesimo ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione storica e culturale dell’Australia.

Secondo questa posizione, la preghiera rappresenterebbe un richiamo alle origini del Paese e ai valori che hanno contribuito a formare le istituzioni nazionali, anche per chi non è personalmente praticante.

Altri ritengono invece sorprendente che, nel 2026, una preghiera appartenente a una specifica confessione religiosa continui a essere recitata in un Parlamento pubblico.

I sostenitori della modifica richiamano la separazione tra Stato e religione e osservano che una società sempre più diversificata non dovrebbe privilegiare ufficialmente una sola fede.

C’è anche chi teme che l’eliminazione della preghiera possa rappresentare l’inizio di una più ampia cancellazione delle tradizioni cristiane, comprese ricorrenze come Natale e Pasqua.

Non solo la preghiera

La revisione delle regole parlamentari non riguarda soltanto il Padre Nostro.

La commissione sta valutando anche nuove modalità per affrontare i comportamenti dei deputati al di fuori dell’aula e possibili cambiamenti al Question Time, con l’obiettivo di renderlo più efficace e meno condizionato dallo scontro politico.

La discussione sulla preghiera resta tuttavia uno degli aspetti più simbolici dell’intera revisione.

Da una parte vi è la volontà di conservare una tradizione presente da generazioni. Dall’altra emerge la richiesta di adeguare il Parlamento a una società nella quale convivono credenti di diverse religioni, persone non religiose e cittadini segnati dagli abusi compiuti da alcune istituzioni ecclesiastiche.

La commissione dovrà ora valutare le diverse posizioni prima di formulare eventuali raccomandazioni. La decisione finale spetterà al Parlamento dell’Australia Occidentale.

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Il deputato Labor Dave Kelly chiede di abolire il Padre Nostro nel Parlamento dell’Australia Occidentale e sostituirlo con un momento di silenzio.

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