Bain-Altagamma: nel 2026 per i beni personali di lusso è prevista una crescita tra il 2% e il 4%
Nonostante il contesto economico instabile, caratterizzato da volatilità economica, tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti culturali, i fondamentali del mercato dell’alto di gamma indicano una graduale stabilizzazione. Il comparto ha raggiunto globalmente un valore di 1443 miliardi di euro e, entro la fine dell’anno, si stima possa giungere a 1440-1470 miliardi.
Permane una significativa polarizzazione fra le diverse performance delle imprese, anche se il 60% dei brand mostra risultati al di sopra dei livelli dello scorso anno e questo è un segnale incoraggiante. Queste alcune delle evidenze presentate oggi, a Milano, nel corso del Monitor Altagamma-Bain sui Mercati mondiali dei beni personali di Lusso, realizzato da Bain & Company in collaborazione con Altagamma.
La fiducia dei consumatori resta fragile per il contesto generale, ma si evincono alcuni trend interessanti come la domanda di esperienze, che cresce a un ritmo pari a una volta e mezzo rispetto a quello dei beni tangibili; l’utilizzo sempre più forte dell’Ia nel proprio percorso d’acquisto, da parte della metà dei consumatori del lusso e quasi tutti prevedono di continuare a farlo in futuro; la crescita delle sponsorizzazioni sportive negli ultimi dodici mesi, con l’80% del valore complessivo del mercato del lusso che è rappresentato da marchi che hanno investito proprio in manifestazioni sportive.
Vitelli (presidente di Altagamma): "l’alto di gamma italiano è un patrimonio di tutti"
"Bain & Company ci ha ricordato che per il 2026 la crescita prevista per il lusso in generale è moderata, salvo il lusso esperienziale previsto in crescita del 4%. Come Altagamma abbiamo il compito di sostenere questa crescita, ricordando l’importanza del nostro comparto come locomotiva del Paese. Le aziende Altagamma contribuiscono tre volte di più alla crescita del Pil, generano cinque volte più occupazione e versano un ammontare di tributi mediamente 300 volte superiore", ha sottolineato Giovanna Vitelli, presidente di Altagamma.
"Non solo, le nostre aziende incarnano la tradizione culturale del nostro Paese, del suo saper vivere e del suo saper fare. Sostenere la crescita del lusso significa anche sostenere il tramandarsi della manifattura made in Italy, altro caposaldo dell’impegno di Altagamma nel prossimo triennio. L’alto di gamma italiano è un patrimonio di tutti, che deve essere riconosciuto, tutelato e promosso”, ha aggiunto Vitelli.
D'Arpizio e Levato: "diminuisce la tolleranza verso prodotti ed esperienze deludenti"
“I consumatori non si stanno allontanando dal lusso, ne stanno ridefinendo il senso: si legano più al significato che al prodotto e premiano sempre più le esperienze rispetto al possesso, in una logica di identità ed espressione personale più che di status. L'appetito resta piuttosto forte; ciò che diminuisce è la tolleranza verso prodotti ed esperienze deludenti", hanno spiegato Claudia D’Arpizio e Federica Levato, senior partner di Bain & Company e autrici della ricerca.
"Lo dimostra il fatto che oltre il 70% dei clienti che si sono allontanati intende tornare ad acquistare, ma non necessariamente gli stessi brand o le stesse categorie. La vera domanda è se i brand stiano costruendo il significato e la rilevanza Ai-native necessari per emergere ed essere scelti quando quel momento arriverà: perché la scoperta, la valutazione e la decisione d'acquisto sono sempre più mediate dall'intelligenza artificiale, e già oggi un consumatore del lusso su due la utilizza nel proprio percorso di acquisto”, hanno aggiunto D’Arpizio e Levato.
Nel 2025 il mercato globale del lusso è leggermente calato, attestandosi intorno ai 1.443 miliardi, i beni di lusso personali a 358 (-2% a tassi correnti rispetto al 2024). Per il 2026, considerando uno scenario base che vede un Medio Oriente stabile, la tenuta della domanda locale e un graduale ripresa dei consumi in Cina, gli esperti prevedono per il mercato globale del lusso una crescita compresa tra lo 0% e il 2% a cambi costanti, passando da 1.440 e 1.470 miliardi.
Per i personal luxury goods è prevista una crescita tra il 2% e il 4%, raggiungendo un valore tra 365 e 373 miliardi di euro. Per le esperienze (ospitalità, fine food, ristoranti, crociere e vini) viene stimata una crescita complessiva di circa il +4%. Tra gli altri luxury assets pesano i dati dell’automotive, in calo principalmente a causa del minore successo atteso delle auto ibride.
Nel lusso personale, spiccano le performance della gioielleria, tengono abbigliamento, occhialeria e profumeria, cresce più lentamente la cosmetica, mentre pelletteria e calzature restano sotto pressione, pur evidenziando segnali di graduale miglioramento.
La domanda di esperienze cresce a un ritmo pari a una volta e mezzo (circa +5% vs 2025) rispetto a quello dei beni tangibili, riflettendo un cambiamento strutturale e culturale che privilegia sempre più le esperienze vissute rispetto al semplice possesso. L’ospitalità di alta gamma, i jet privati, gli yacht e le crociere si confermano particolarmente resilienti, come l’alta ristorazione e il food gourmet.Maggiori difficoltà mostrano vini e liquori oltre a design e arredo con consumi deboli.
Negli Usa la spesa per il lusso è in aumento in tutte le categorie. L’Europa è l’area più debole del mercato
Nonostante l’inflazione, negli Stati Uniti la spesa per il lusso è in aumento in tutte le principali categorie, dall’abbigliamento all’hard luxury. La Cina mostra segnali di ripresa, seppur con cautela, con le vendite online di prodotti di lusso cresciute nel primo trimestre tra il 25% e il 35% rispetto all’anno precedente, soprattutto grazie all’abbigliamento.
L’Europa è oggi l’area più debole del mercato, anche a causa del calo dei turisti internazionali (-20% a febbraio), in particolare di quelli mediorientali.
L’ecommerce diretto si sta stabilizzando
I monomarca continuano a puntare sull’esperienza, ma affrontano la pressione sui volumi. Il travel retail mostra una ripresa disomogenea, con particolare volatilità nei Paesi del Golfo. I multimarca si trovano stretti tra la crescente selettività dei brand e una domanda vivace dei consumatori.
L’ecommerce diretto si sta stabilizzando, con i brand che controllano le strategie di distribuzione diretta al consumatore.
I trend: Intelligenza artificiale, sport come creatore di valore e second hand
Circa la metà dei consumatori del lusso utilizza già l’intelligenza artificiale nel proprio percorso d’acquisto, e quasi tutti prevedono di continuare a farlo in futuro. Circa un consumatore su quattro la utilizza per scoprire nuovi marchi e prodotti, mentre due terzi la impiegano per confrontare diverse opzioni prima di acquistare.
Oltre l’80% del valore complessivo del mercato del lusso è rappresentato da marchi che hanno investito in sponsorizzazioni sportive negli ultimi dodici mesi.
Il mercato del second hand continua a crescere, con circa la metà dei clienti del lusso personale che oggi consulta il mercato dell’usato prima di acquistare un prodotto nuovo.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)