Bari, uomo ucciso in negozio per debito di 30 euro: 42enne confessa
Sarebbe un debito di 30 euro il motivo per cui il 42enne cinese fermato a Bari avrebbe ucciso Michelangelo Scamarcia, scomparso il 2 aprile e il cui corpo è stato trovato proprio nel negozio del 42enne, che ha ammesso di aver ucciso la vittima soffocandola con un sacchetto di plastica. La decisione del fermo è stata inoltre decisa per il pericolo di fuga del 42enne che aveva deciso di chiudere il negozio per andare via da Bari.
Per quanto riguarda il debito, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 42enne e la vittima si sarebbero messi d’accordo perché Scamarcia, tramite la sua carta del reddito di inclusione (con cui è possibile solo fare acquisti, non prelevare), effettuasse una transazione da 600 euro sul pos del negozio. Il 42enne gliene avrebbe restituiti poi 530 in contanti, trattenendone 70 come costo dell’operazione. Il 42enne, però, gli avrebbe restituito solo 500 euro, e da questo sarebbe nato il contrasto culminato nel soffocamento di Scamarcia.
I carabinieri di Bari San Paolo hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Bari, nei confronti del 42enne questa mattina.
Il destinatario del provvedimento è stato individuato al termine di una minuziosa ricostruzione effettuata, anche attraverso i sistemi di videosorveglianza e i prelievi sulle carte della vittima, dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bari.
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