Behind Your Screen, scuola e Commissione europea insieme per una cittadinanza digitale più consapevole

07 Ottobre 2026 - 22:30
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Il progetto didattico presentato all’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma punta a educare gli studenti a un uso più critico e responsabile dei social network e di internet. Coinvolte scuole in diverse regioni italiane e oltre 3.500 studenti.

Educare i più giovani a guardare oltre lo schermo, comprendendo meglio ciò che accade dietro social network, piattaforme e contenuti online.

È questo l’obiettivo di Behind Your Screen, il progetto didattico per l’educazione civica presentato all’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma, nel quartiere Torrino.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aiutare gli studenti a contrastare la disinformazione e a sviluppare una cittadinanza digitale più critica e consapevole, senza demonizzare internet né vietare l’uso dei social.

La scuola: «Fondamentale il feedback dei ragazzi»

La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore, Ida Romano, ha spiegato che il progetto è stato accolto con grande entusiasmo.

Secondo la dirigente, il tema dell’utilizzo dei social network da parte dei più giovani è da tempo al centro dell’attenzione della scuola.

La preoccupazione principale è che gli studenti crescano con una maggiore consapevolezza degli strumenti digitali e imparino a utilizzarli correttamente.

Romano ha sottolineato soprattutto il ruolo attivo degli studenti, che hanno partecipato con numerose domande, osservazioni e riflessioni, coinvolgendo anche le famiglie.

Per la scuola, proprio il loro feedback ha rappresentato uno degli elementi più importanti dell’intero percorso.

Battaglia: «Non vogliamo vietare i social»

A spiegare la filosofia del progetto è stato anche Pasquale Battaglia, Ceo di Vik School.

Behind Your Screen, ha chiarito, non nasce per proibire l’utilizzo dei social network o di internet.

L’obiettivo è piuttosto sviluppare nei ragazzi senso critico e consapevolezza, offrendo loro strumenti per capire meglio ciò che si trova dietro lo schermo dei propri dispositivi.

Battaglia ha inoltre sottolineato che il progetto è stato costruito insieme agli studenti.

Le loro richieste e le loro esperienze sono state utilizzate per creare una storia nella quale i ragazzi potessero riconoscersi e affrontare domande legate al rapporto quotidiano con il digitale.

La collaborazione ha coinvolto scuola, studenti, Vik School e Commissione europea.

Un progetto già diffuso in Italia

L’iniziativa non riguarda soltanto Roma.

Secondo Battaglia, Behind Your Screen è già presente in diverse regioni italiane, con circa venti scuole coinvolte dal Piemonte alla Sicilia e due istituti nella Capitale.

Il progetto viene considerato un primo passo che potrà essere ampliato sulla base delle indicazioni raccolte dagli studenti e delle esperienze maturate nelle scuole.

Commissione europea: «Proteggere i giovani dai rischi online»

Alla presentazione è intervenuto anche Claudio Casini, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Casini ha spiegato che Behind Your Screen è in linea con le iniziative europee dedicate alla protezione dei più giovani dai rischi legati ai social media e a internet.

Secondo la Commissione europea, la tutela dei ragazzi è una priorità anche perché riguarda direttamente il futuro della società.

Casini ha ricordato che l’iniziativa coinvolgerà circa 15 scuole in diverse regioni italiane, raggiungendo oltre 3.500 studenti.

Il modulo didattico verrà sperimentato durante questa fase e potrà successivamente essere esteso ad altri istituti.

Educazione digitale, non divieti

Il messaggio comune emerso dalla presentazione è quello di un’educazione digitale fondata sulla consapevolezza.

I social network fanno ormai parte della vita quotidiana degli adolescenti e l’obiettivo non è eliminarli, ma insegnare ai ragazzi a comprenderne i meccanismi, riconoscere contenuti ingannevoli, valutare le informazioni e muoversi online con maggiore responsabilità.

Behind Your Screen prova quindi a costruire un ponte tra scuola e mondo digitale, coinvolgendo direttamente proprio coloro che quel mondo lo frequentano ogni giorno.

E, come sottolineato dalla dirigente Ida Romano, sono stati gli stessi studenti a diventare il vero motore dell’iniziativa.

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