Beni confiscati alle mafie, il tesoro vale fino a 40 miliardi. Sisto: «Ora farli tornare produttivi». Ecco come

01 Luglio 2026 - 19:32
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Beni confiscati alle mafie, il tesoro vale fino a 40 miliardi. Sisto: «Ora farli tornare produttivi». Ecco come

Beni confiscati

Al 9 novembre 2025, la banca dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata censiva 43.326 immobili e 4.836 aziende in stato di confisca. Concentrando l’analisi sugli immobili, la ricerca distingue due categorie: quelli ancora in amministrazione e quelli già definitivamente destinati. Gli immobili ancora gestiti dall’Agenzia sono 21.662, per un valore complessivo stimato di circa 1,96 miliardi di euro. A questi si aggiungono 21.664 immobili già destinati, il cui valore complessivo è stimato in circa 2,71 miliardi di euro. Nel complesso, la ricerca stima che i 43.287 immobili confiscati abbiano un valore di circa 4,66 miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto di ricerca Eurispes “Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive”, presentato oggi al Senato.

“Il dato economico”

Secondo la ricerca, allargando invece l’analisi all’intero patrimonio sequestrato e confiscato, comprendendo aziende, partecipazioni societarie, beni mobili registrati, disponibilità finanziarie e gli altri cespiti patrimoniali, «il valore complessivo raggiunge una stima compresa tra 30 e 40 miliardi di euro». Inoltre «se il patrimonio immobiliare rappresenta la componente quantitativamente più rilevante dei beni confiscati, le aziende costituiscono la sfida più complessa. È nella loro gestione che si misura la capacità dello Stato di trasformare la legalità in sviluppo economico. Attualmente risultano oltre 2.170 aziende definitivamente destinate, circa 2.800 ancora in gestione, mentre le imprese definitivamente confiscate superano le 3.400 unità. Il dato più significativo è che circa il 95% delle aziende confiscate viene avviato alla liquidazione», si legge ancora nel report di Eurispes.

Sisto: “Renderli produttivi”

«Quando lo Stato interviene con strumenti di prevenzione patrimoniale deve sempre tenere insieme due esigenze fondamentali: la fermezza nella lotta alla criminalità e il rispetto delle garanzie. La prevenzione è uno strumento indispensabile, soprattutto nel contrasto alle mafie, ma proprio perché incide su beni, aziende e patrimoni deve essere applicata con equilibrio e rigore. Un sequestro può avere conseguenze molto pesanti sulla vita di un’impresa, per questo è essenziale che vi sia una valutazione sempre attenta e puntuale. La vera sfida è fare in modo che questi strumenti non siano percepiti come una condanna definitiva, ma come un’occasione di risanamento e trasformazione. La confisca ha rappresentato una delle intuizioni più importanti nella lotta alle mafie. Ma sottrarre un bene non basta: la vera vittoria si realizza quando quel bene torna a produrre valore sociale», cosi il viceministro della giustizia, Paolo Sisto.

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