Bruxelles – Benzina e diesel restano più cari rispetto al periodo precedente la crisi in Iran in quasi tutta l’Unione europea. Nella media UE, tra il 23 febbraio e il 6 luglio 2026 la benzina è salita del 10,6 per cento (da 1,637 a 1,811 euro al litro) e il diesel del 10,7 per cento (da 1,594 a 1,764 euro al litro).
Eunews ha elaborato i dati dell’
Weekly Bullettin della Commissione europea per confrontare la situazione attuale (rilevazione del 6 luglio) con quella pre guerra in Iran (23 febbraio 2026). Come si vede nella mappa interattiva, gli aumenti più marcati nei singoli Paesi si registrano in Finlandia (+24,1 per cento benzina, +23,2 per cento diesel) e Bulgaria (+20,0 per cento su entrambi i carburanti). In controtendenza Svezia (-7,3 per cento benzina, -6,0 per cento diesel) e Irlanda (-0,5 per cento e -1,4 per cento); a Malta il prezzo resta invariato.
In Italia le misure di riduzione le accise, più volte prorogate, sono terminate il 1 luglio: la benzina adesso costa il 9,4 per cento in più (da 1,655 a 1,810 euro al litro) e il diesel è aumentato del 10,9 per cento (da 1,702 a 1,887), sotto la media UE per la benzina.
In Spagna gli aumenti sono più contenuti: +3,2 per cento benzina, +7,9 per cento diesel. Ma gli automobilisti spagnoli hanno sicuramente percepito una variazione rispetto alla settimana scorsa, quando la benzina costava il 2 per cento in meno rispetto al 23 febbraio. Il motivo? L’Iva sui carburanti, ridotta al 10 per cento dal 22 marzo, è tornata al 21 per cento dal 1° luglio. Lo sconto sull’accisa, invece, andrà avanti con riduzioni progressive: 15 centesimi al litro a luglio, 10 ad agosto, 5 a settembre, fino all’esaurimento completo previsto per ottobre 2026.
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