Bignami spiana i 5 Stelle sul caso Scarpinato: «Avete nascosto la testa sotto la sabbia» (video)

«Avete infilato la testa sotto la sabbia». Galeazzo Bignami porta il caso Scarpinato al centro dello scontro con il Movimento 5 Stelle e chiede la rimozione del senatore dal Copasir. Nell’Aula della Camera, il capogruppo di Fratelli d’Italia risponde all’intervento di Riccardo Ricciardi con un affondo sulla gestione della Commissione Antimafia e sulla ricerca della verità sulle stragi. Il confronto arriva dopo la richiesta di FdI di sostituire Roberto Scarpinato in Antimafia, respinta dai pentastellati.
Bignami al M5S: «Perché non avete indagato?»
Il primo bersaglio della replica è la distanza, denunciata da Bignami, tra le domande poste oggi dai Cinquestelle e il loro operato quando guidavano la Commissione.
«Quando il presidente della Commissione Antimafia era del Movimento 5 Stelle, non avete indagato né tentato di fare chiarezza», accusa il capogruppo di FdI. Quindi rivendica il lavoro della presidente Chiara Colosimo: «L’attività che la presidente Colosimo sta facendo è quella che voi avreste dovuto fare in passato».
Una contestazione politica diretta, che investe anche la difesa di Scarpinato da parte del Movimento.
Il caso Scarpinato e la richiesta sul Copasir
Bignami richiama le valutazioni che attribuisce a un giudice sull’operato dell’ex magistrato: «Non secondo Fratelli d’Italia, ma secondo un giudice nell’esercizio delle sue funzioni». Da qui l’esortazione rivolta ai banchi pentastellati: «Portate rispetto per la magistratura, colleghi del 5 Stelle!».
Il riferimento si inserisce nella polemica sul provvedimento citato nella lettera con cui Bignami e Lucio Malan hanno chiesto la sostituzione di Scarpinato in Antimafia. Nella stessa lettera, FdI riferisce che il giudice rimette alla politica la valutazione sull’opportunità dei comportamenti contestati.
In Aula, Bignami chiede anche la rimozione dal Copasir. Il M5S, attraverso Ricciardi, difende invece la permanenza di Scarpinato in Commissione Antimafia.
«Spararono dieci colpi a mio padre»: la replica sulle stragi
Il confronto assume anche un tono personale. Dopo aver corretto Ricciardi sul nome di Ciavardini, Bignami respinge il riferimento a Portella della Ginestra e ricorda l’attentato subito dal padre.
«Vennero a casa nostra — anzi a casa mia — quelli che spararono 10 colpi a mio padre nel tentativo di ucciderlo perché persona di destra», afferma. E aggiunge: «Non confonda le vittime con invece chi cercò di uccidere le persone».
L’appello a Fontana: «Presidente, intervenga»
Nella parte conclusiva, Bignami sferra il suo duro atto d’accusa contro il M5s: «Le persone che voi mandate in Antimafia depistano le indagini, inquinano le prove, cercano di portare lontano dai fatti la verità, per la strage che ha compiuto la mafia contro Paolo Borsellino, contro Giovanni Falcone, contro tutti i servitori dello Stato che voi evidentemente non rispettate». Per poi affidare un appello al presidente della Camera, Lorenzo Fontana: le istituzioni, scandisce il capogruppo di FdI, non possono permettersi di diventare uno «strumento in mano alla malavita organizzata». La chiusura, tra gli applausi dei deputati della maggioranza, è una richiesta esplicita: «Presidente, intervenga, grazie».
L'articolo Bignami spiana i 5 Stelle sul caso Scarpinato: «Avete nascosto la testa sotto la sabbia» (video) sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)