Bollo auto, la Commissione Ue smentisce gli scettici: “Gli Stati hanno margini per gestire i risparmi del Pnrr”

19 Settembre 2026 - 18:35
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Bollo auto, la Commissione Ue smentisce gli scettici: “Gli Stati hanno margini per gestire i risparmi del Pnrr”

Una foto d’archivio del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con il Commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis

Nessun “dubbio” o “faro” allarmato dell’Europa sull’abolizione del Bollo auto da parte dell’Italia, perché gli Stati hanno “un certo margine” sull’utilizzo dei risparmi del Pnrr. A chiarirlo è stato direttamente il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa al termine dell’Ecofin informale a Dublino. Si tratta di parole che confermano quanto già spiegato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rivendicando la legittimità dell’utilizzo dei fondi rivenienti dai risparmi realizzati impiegando i prestiti della Recovery and Resilience Facility per coprire l’esenzione.

La Commissione Ue conferma: “Gli Stati membri hanno margine”

La Recovery and Resilience Facility, ha risposto Dombrovskis a chi gli chiedeva conferma di quanto detto da Giorgetti, “è uno strumento basato sulle prestazioni, non uno strumento basato sui costi. Significa che gli Stati membri si accordano sui piani nazionali con una serie di investimenti e riforme: stiamo valutando se questi investimenti e queste riforme sono stati implementati. Quindi, le tappe fondamentali sono quelle che aiutano, e la Commissione valuterà”.

Questo, ha aggiunto il commissario, “significa che, in effetti, i flussi di pagamento potrebbero non essere perfettamente allineati con i costi o i flussi di spesa nello Stato membro. Quindi, devo verificare” che cosa ha detto esattamente il ministro Giorgetti, “ma c’è probabilmente un certo margine in termini di gestione della liquidità in questo piano. Non è uno strumento basato sui costi, è uno strumento basato sulle prestazioni”, ha concluso.

Il chiarimento di Giorgetti sulle coperture per il Bollo auto

“Come dovrebbe essere noto, ma non è noto a tutti, buona parte dei fondi del Pnrr non erano gratis. Sono loans (prestiti, ndr) pagati dal bilancio dello Stato. Sulle somme non utilizzate dei loans, che evidentemente non saranno prese dall’Europa, si liberano degli spazi di bilancio”, aveva chiarito ieri Giorgetti. Ricordando che quelle “sono le economie rispetto a progetti che sono stati realizzati e su cui sono rimasti dei risparmi. Quindi, sono soldi nazionali, mica risorse del Pnrr o risorse europee. È una normale copertura, come tutte le coperture sul bilancio nazionale”.

I gufi smentiti ancora una volta

Benché con quella certa cautela tipica di Bruxelles, Dombrovskis ha dunque sostanzialmente rassicurato sulla correttezza della misura italiana e, di contro, smentito i gufi in servizio permanente effettivo, che forse avrebbero preferito un no europeo così che gli italiani continuassero a pagare l’odiato balzello.

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