Boom di firme contro l'addio ai giochi PlayStation su disco, servirà a poco o nulla
Il percorso verso l'accettazione comincia sempre con un no: la negazione è solo il primo passo verso l'inevitabile rassegnazione. Ed è esattamente la fase in cui si trova chi è rimasto spiazzato dall'annuncio di Sony relativo all'addio ai giochi su disco. Poi ci si abituerà all'idea, facendosene una ragione, ma ora è il tempo di protestare, di alzare la voce e manifestare il proprio dissenso, in ogni modo possibile. E molto probabilmente invano.
CRESCE ANCORA LA PETIZIONE CONTRO LA DECISIONE DI SONY
Lo dimostra l'ondata di supporto che sta ottenendo la petizione Don't Kill the Disc su Change.org. È tra quelle con il maggior sostegno sul portale e ha raggiunto le 270.000 firme, oltre 100.000 in più nelle ultime 72 ore, con il numero destinato a crescere ancora. L'iniziativa è promossa da Jade Pearce del rivenditore canadese PNP Games, attività che per ovvi motivi spera che i titoli continuino a essere distribuiti in formato fisico.
Sony sembra però aver già deciso da tempo, tanto da pianificare la riconversione della fabbrica in Austria da cui escono i giochi su disco per le console PlayStation. E gli investitori hanno apprezzato la scelta, premiando il titolo in Borsa. Insomma, un dietrofront sembra davvero un'ipotesi molto remota. L'addio rimane pianificato per l'inizio del 2028, gli appassionati scontenti hanno davanti a loro un anno e mezzo per entrare nell'ottica del passaggio forzato al digitale.
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