Bottiglie in plastica, l’Ue introduce una metodologia per calcolare il contenuto di materiale ottenuto col riciclo chimico

01 Luglio 2026 - 13:27
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Bottiglie in plastica, l’Ue introduce una metodologia per calcolare il contenuto di materiale ottenuto col riciclo chimico

Da Bruxelles arrivano nuove norme sul riciclo delle bottiglie per bevande in plastica monouso realizzate principalmente in polietilene tereftalato (Pet). La Commissione europea ha adottato ieri delle nuove disposizioni  che introducono per la prima volta una metodologia per calcolare, verificare e comunicare il contenuto di materiale riciclato ottenuto attraverso il riciclo chimico. L'iniziativa fa parte del pacchetto sulla plastica  presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025.

Il senso dell’iniziativa viene spiegato così da Jessika Roswall, commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva: «Il settore europeo del riciclaggio della plastica deve affrontare pressioni sempre più intense. Le nuove norme sul riciclaggio chimico rappresentano parte della risposta a questa sfida. Grazie a regole più chiare in materia di contenuto riciclato chimicamente, offriamo all’industria la certezza di cui ha bisogno per investire e innovare. Si tratta di un passo concreto per sostenere il settore, integrare il riciclaggio meccanico e promuovere tecnologie innovative come il riciclaggio chimico. Ciò rafforzerà la nostra competitività e manterrà l’Europa sulla strada verso un’economia circolare».

Le nuove norme adottate a Bruxelles garantiranno trasparenza nel calcolo del contenuto riciclato delle nuove bottiglie monouso in Pet. Si tratta di un elemento fondamentale per assicurare condizioni di concorrenza eque e offrire certezza agli investimenti nel settore del riciclo della plastica. Le regole potranno essere applicate a qualsiasi tecnologia di riciclo, sia chimica sia meccanica, contribuendo così ad aiutare gli Stati membri a raggiungere gli obiettivi sul contenuto riciclato previsti dalla direttiva sulla plastica monouso.

Il riciclo meccanico è attualmente il metodo più diffuso per il trattamento della plastica e consiste generalmente nella selezione, pulizia, triturazione e rifusione dei materiali per ottenere nuovi prodotti. Tuttavia, alcuni flussi di rifiuti plastici non possono essere riciclati efficacemente con questo metodo, ad esempio quelli contaminati da residui alimentari, additivi o composti da materiali misti che ne riducono la riciclabilità. In questi casi, il riciclo chimico può integrare quello meccanico. A differenza del riciclo meccanico, infatti, il riciclo chimico scompone la plastica in molecole più piccole che possono essere riutilizzate come materie prime per produrre nuova plastica o altre sostanze chimiche. Questo consente di reinserire nell'economia circolare una quota maggiore di rifiuti plastici, anche per applicazioni che richiedono elevati standard qualitativi, come gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.

In una prima fase, spiegano sempre da Bruxelles, l’Ue considererà come materiale plastico riciclato quello proveniente dall'Unione europea e dai paesi dello Spazio economico europeo, dove il rispetto delle norme ambientali dell’Ue può essere verificato integralmente. Dal 21 novembre 2027 sarà conteggiata anche la plastica riciclata proveniente dai Paesi dell’Ocse, salvo esclusioni previste dal regolamento sulle spedizioni di rifiuti . Inoltre, saranno considerati validi anche i materiali provenienti da Paesi non appartenenti all’Ocse qualora siano coperti da accordi che garantiscano standard equivalenti in materia di tutela della salute umana e dell'ambiente, come previsto, ad esempio, dalla direttiva quadro sui rifiuti  e dal regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio .

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