Caldo, l’ultima frontiera: un albero da 500mila euro per raffreddare Roma

08 Luglio 2026 - 09:22
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Caldo, l’ultima frontiera: un albero da 500mila euro per raffreddare Roma

Un albero che non è un albero: il Campidoglio punta sulla tecnologia contro il caldo estremo. Il progetto è destinato a far discutere. Un’installazione bioclimatica, dal costo di circa mezzo milione di euro, come spiega l’Ambiente del Comune, Sabrina Alfonsi che, parole sue, “rappresenta un  progetto particolarmente innovativo e accattivante, con grandi potenzialità per Roma in considerazione del tema del surriscaldamento globale e dell’aumento delle temperature”. Allo status quo  sono in corso gli approfondimenti tecnici ed economici per sostenere il costo dell’installazione. Circa 500mila euro per una struttura che campeggerà in Piazza dei Cinquecento con un obiettivo ambizioso: abbassare la temperatura percepita di almeno 10 gradi.

Il raffrescamento adiabatico: dai Faraoni alla Roma moderna

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Resta da capire il funzionamento della installazione. L’albero si regge sul principio fisico del cosiddetto raffrescamento adiabatico. Non è una novità. Anzi, la scoperta risale alla civiltà egizia, ai tempi dei Faraoni quando i palazzi erano edificati con delle finestre strette e lunghe poste il più alto possibile in modo da convogliare l’aria calda che, scendendo, si raffreddasse. Rivisitata in chiave moderna, il calore generato dall’aria si raffredda in modo del tutto naturale attraverso un cilindro che sarà realizzato in laterizio riciclato. L’aria sarà convogliata e restituita verso il basso in modo da creare una zona più fresca. Tradotto in termini più comprensibili: si assorbe il calore abbassando la temperatura dell’aria senza motori o compressori. Un climatizzatore che non assorbe e consuma energia.

Una installazione che divide l’opinione pubblica 

L’installazione è una donazione dell’Università Lumsa, pensata per Piazza San Pietro. La scelta poi è ricaduta sul piazzale antistante la Stazione Termini, una delle zone più calde, trafficate e assolate della città, anche perché totalmente pavimentate e priva di vegetazione. Una vera e propria isola di calore, spesso insopportabile quando le temperature diventano torride come elle ultime settimane. Il progetto è al vaglio del Campidoglio ed ha già alimentato il dibattito: opinione pubblica, e non solo, divisa  fra chi sottolinea la necessità di contrastare il cambiamento climatico attraverso l’innovazione tecnologica e chi invece ritiene più utile investire risorse su elementi naturali, attraverso alberi, depavimentazione e manutenzione e riqualificazione del verde pubblico.

Rapporto costi – benefici e la sfida dell’estate romana

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Idea affascinante, ma resta aperta la questione legata al rapporto fra costi e benefici. Un investimento di 500mila euro rappresenta comunque un costo importante per una installazione destinata comunque ad essere temporanea, sebbene sia altamente innovativa. Sicuramente è un esperimento interessante alla ricerca di nuove infrastrutture urbane sostenibili. Altrettanto innegabilmente rischia di trasformarsi in un elemento dal valore più simbolico che utile in una zona dove chi transita lamenta, sin dal momento della inaugurazione, la totale mancanza di ombra e spazi verdi. In una estate caratterizzata da temperature altissime, la scelta è sfidante: quanto basta per rischiare di trasformarsi in un boomerang, anche di fronte alla richiesta di installazione di piantare alberi veri.

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