Cambiamento climatico: metà delle specie sparisce dalle aree più calde
Il cambiamento climatico continua a destare preoccupazioni per i suoi effetti a lungo termine, e sempre più studi analizzando i vari tasselli dei fenomeni a esso correlati. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Climate Change suggerisce che le specie che vivono nelle regioni temperate potrebbero essere vulnerabili al riscaldamento globale quanto, se non più, di quelle tropicali.
Il dato emerge da un'ampia analisi che ha preso in esame circa 40.000 siti e 5.100 specie tra piante e animali, fotografando cambiamenti già in corso e non semplici proiezioni per il futuro. La brutta notizia è che le osservazioni dei ricercatori hanno dimostrato che il 45% delle specie analizzate è scomparso localmente nelle aree più calde del proprio areale di distribuzione. Ma potrebbe andare anche peggio, e in effetti in diversi gruppi biologici, tra cui insetti, vertebrati terrestri e specie marine, questa percentuale supera addirittura il 50%. Ma chiariamo subito un concetto, per non incappare in incomprensioni: per estinzione locale si intende la scomparsa di una popolazione da una determinata area geografica, anche se la specie continua a sopravvivere altrove. Non si tratta dunque di una scomparsa dal pianeta, ma va da sé che più aumentano le zone calde e più le specie potrebbero essere a rischio.
A sorprendere gli studiosi è soprattutto il confronto con una ricerca del 2016, guidata dallo stesso autore senior John Wiens, che indicava una maggiore vulnerabilità delle specie tropicali. Oggi il quadro appare diverso, e secondo gli autori uno dei motivi principali è la velocità con cui si stanno riscaldando le regioni temperate.
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