Geox, la holding Lir completa la manovra da 60 milioni con gli ultimi 8,7
Si chiude la manovra di rafforzamento patrimoniale di Geox. Lir, la holding della famiglia Polegato che controlla il gruppo di Montebelluna, ha versato il 12 ottobre gli 8,66 milioni di euro mancanti per completare i 60 milioni previsti dall’accordo con le banche finanziatrici del 30 dicembre 2024.
Il percorso si è sviluppato in tre fasi. La prima è stata l’aumento di capitale in opzione chiuso a giugno 2025, che ha raccolto 29,94 milioni. È seguito l’esercizio dei warrant Geox 2025-2026, concluso il 30 settembre, in cui sono stati convertiti 77 milioni di warrant, con l’emissione di 62,6 milioni di nuove azioni e un incasso di 21,4 milioni. Le due operazioni hanno portato complessivamente 51,34 milioni, e la differenza è stata coperta dall’azionista di controllo.
Il contributo di Lir era stato inizialmente previsto sotto forma di finanziamento soci subordinato. Con il consenso dei creditori finanziari, la holding ha chiesto che venga invece destinato alla sottoscrizione di capitale. Il consiglio di amministrazione ha quindi fissato le condizioni di un aumento di capitale riservato a Lir, con esclusione del diritto di opzione, per 25,3 milioni di nuove azioni a 0,342 euro ciascuna. È lo stesso prezzo di esercizio dei warrant, scelto per non riconoscere all’azionista di riferimento condizioni più favorevoli rispetto agli altri sottoscrittori. Secondo il board, il prezzo è congruo alla luce delle quotazioni di Borsa, della situazione patrimoniale e finanziaria del gruppo e del piano industriale 2027-2029. L’operazione dovrà essere approvata dall’assemblea degli azionisti.
A sottoscrizione completata, il capitale sociale salirà da 42,9 a 45,5 milioni di euro e la quota di Lir passerà dal 75,32% al 76,69%, con una diluizione di circa il 5,6% per gli altri soci.
La chiusura della manovra arriva a poche settimane dalla presentazione del nuovo piano industriale. Geox prevede di chiudere il 2026, definito un anno di transizione, con ricavi tra 540 e 545 milioni di euro, in calo rispetto ai 608,7 milioni del 2025, un margine ebit adjusted tra il 3 e il 4% e un indebitamento bancario tra 40 e 50 milioni. Al 2029 l’obiettivo è tornare a 640-650 milioni di fatturato, con un margine ebit adjusted del 6-7 per cento.
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