Carburanti, Rc auto e… Ecco cosa prevede il nuovo ddl Concorrenza. Il documento integrale
Carburanti, telefonia e Rc auto: ecco cosa prevede il nuovo ddl Concorrenza
Un intervento a tutto campo sulla rete dei distributori di carburante, con lo sguardo rivolto alla transizione verso la mobilità elettrica, e nuove regole per telecomunicazioni, tv e assicurazione auto. È questo il cuore del ddl Concorrenza che il Governo si appresta a varare.
Distributori: autorizzazioni più severe e stop agli impianti “solo fossili” dal 2028
La parte più corposa del provvedimento riguarda la distribuzione dei carburanti. Cambiano anzitutto le regole per ottenere l’autorizzazione: il titolo dovrà essere rilasciato in forma espressa entro novanta giorni e sarà subordinato alla verifica di requisiti stringenti, tra cui la capacità tecnico-organizzativa ed economica, l’assenza delle cause ostative previste dal codice dei contratti pubblici, la regolarità contributiva certificata dal DURC e l’applicazione del contratto collettivo di settore, oltre ai controlli antimafia.
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Le autorizzazioni già rilasciate restano valide, ma decadranno se in sede di controllo emergerà il difetto dei nuovi presupposti, con novanta giorni di tempo per mettersi in regola.
La novità di maggiore impatto prospettico è però un’altra: dal 1° gennaio 2028 non potranno essere autorizzati nuovi impianti che non prevedano la distribuzione di almeno un vettore energetico alternativo ai combustibili fossili, come definiti dal regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi.
Gestioni: arriva il contratto di affidamento, sanzioni fino a 200mila euro
Il ddl ridisegna anche i rapporti tra titolari degli impianti e gestori. Viene tipizzato il contratto di affidamento dei servizi di rifornimento, con durata minima di quattro anni, preavviso e penali in caso di recesso anticipato (fino a un massimo di 18 mesi di corrispettivo). Le condizioni integrative saranno definite tramite negoziazione tra le parti e, in caso di mancato accordo entro centoventi giorni, da un collegio di tre arbitratori. I contratti di comodato passano da sei a quattro anni, con rinnovo automatico salvo disdetta.
Chi utilizzerà tipologie contrattuali diverse da quelle previste rischia una sanzione amministrativa da 2.000 a 20.000 euro per punto vendita, fino a un tetto di 200.000 euro, irrogata dal Ministero delle imprese e del made in Italy. Tali comportamenti integreranno inoltre abuso di dipendenza economica. Le sanzioni scatteranno trascorsi diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge.
Un fondo da 120 milioni per la conversione alla mobilità green
Per accelerare la decarbonizzazione dei trasporti nasce il “Fondo per la trasformazione della rete carburanti verso la mobilità green“, dotato di 40 milioni di euro l’anno dal 2028 al 2030, alimentato con i proventi delle aste CO2 e gestito da Acquirente Unico.
Ai titolari che entro il 31 dicembre 2028 convertiranno i propri impianti in stazioni di ricarica elettrica ad alta potenza (almeno 90 kW) o alla distribuzione di biocarburanti spetterà un contributo fino al 50 per cento delle spese, con un massimo di 60.000 euro (30.000 nelle aree interne, dove l’infrastruttura green si aggiunge ai carburanti tradizionali).
Previsto anche un indennizzo fino a 20.000 euro per i gestori che perdono il rapporto con l’impianto convertito, un bonus volumetrico del 10 per cento per chi costruisce sulle aree dismesse e semplificazioni autorizzative per le colonnine. Slitta infine al 31 dicembre 2028 il termine per la chiusura degli impianti incompatibili.
Telecomunicazioni, tv comunitarie e Rc auto
Il secondo capo interviene su più fronti. Sul canone unico per l’occupazione del suolo pubblico, la soglia minima sarà dovuta solo dal concessionario dell’infrastruttura, mentre gli operatori che la utilizzano per fornire servizi pagheranno in proporzione alle proprie utenze nel territorio comunale. Ai consumatori del settore telecomunicazioni vengono estese le tutele contro le proposte commerciali indesiderate già previste per energia elettrica e gas.
Per le emittenti televisive comunitarie cambiano i criteri di riparto dei contributi pubblici, che saranno legati esclusivamente al numero di dipendenti e giornalisti occupati, con requisiti occupazionali minimi crescenti dal 2027 al 2029 e un massimo di tre marchi o palinsesti per emittente.
Infine, il Governo riceve una delega di nove mesi per riformare l’assicurazione Rc auto: revisione del bonus/malus per valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso della variabile territoriale, efficientamento del risarcimento diretto, rafforzamento del contrasto alle frodi e all’evasione dell’obbligo assicurativo, maggiore trasparenza per favorire il confronto tra le polizze.
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