Carcere di Marassi, la Comunità di San Benedetto in visita per la “giornata per la dignità delle persone private della libertà”

Genova. Il 14 luglio una delegazione a Marassi per l’iniziativa “Bisogna aver visto – Giornata nazionale per la dignità delle persone private della libertà”, insieme a Cristina Lodi, Emilio Robotti, Marco Cafiero e Alberto Rizzerio Domani, 34 istituti penitenziari italiani di 29 città saranno visitati da delegazioni composte da rappresentanti dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, insieme a esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell’università, della cultura e della società civile.
L’obiettivo è riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori sanciti dall’articolo 27 della Costituzione: umanità, dignità della persona e finalità di reinserimento sociale. A Genova, anche la Comunità di San Benedetto al Porto fa parte della delegazione che entrerà a Marassi, il 14 luglio alle 11:30. Saranno presenti Marco Malfatto, presidente della Comunità, Marco Cafiero, garante comunale dei detenuti, che ha facilitato l’ingresso della delegazione, Cristina Lodi, assessora al Welfare del Comune di Genova, Emilio Robotti, assessore alla Mobilità Sostenibile, Trasporto Pubblico, Lavoro e Rapporti Sindacali, Servizi Civici e Diritto di Cittadinanza del Comune di Genova, e Alberto Rizzerio, presidente di Antigone Liguria.
L’Alleanza è nata a Roma lo scorso 6 febbraio, riunendo tante associazioni impegnate sui temi della giustizia, dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà, e parte dalla volontà condivisa di costruire un percorso comune per promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, contrastando una stagione segnata dall’espansione del diritto penale, dall’aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna. “Ogni persona è parte vitale della Comunità: distaccare chi compie un reato dal corpo sociale, disconoscerlo, emarginarlo, non favorisce né l’emancipazione del detenuto né il bene comune”, diceva Don Andrea Gallo. L’appuntamento di domani è per portare avanti tenacemente questa visione.
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