Carceri: «Tutto chiuso», anche in Lombardia


Il 22° Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia racconta una situazione efficacemente sintetizzata dal titolo: «Tutto chiuso». Dati e analisi proposte dall’associazione, che da anni conduce una puntuale attività di monitoraggio, con visite negli istituti penitenziari di tutta Italia (102 nel 2025), descrivono una situazione sempre più fuori controllo: oltre il 60% delle persone detenute passa in cella tutta la giornata, fatte salve le ore d’aria previste dalla normativa; le attività sono limitate, così come ridotti sono gli spazi per la socialità; l’ingresso della “società esterna”, pure auspicato dal regolamento penitenziario, è reso sempre più difficile. La Costituzione italiana assegna all’esecuzione delle pene una funzione rieducativa: assai poco praticata, in un contesto di tale rigidità e inumanità.
Anche in Lombardia, in cui si conta quasi il 14% della popolazione detenuta in Italia, la situazione è allarmante: con 8.939 persone detenute (5.427 nei soli tre istituti milanesi), a fronte di 5.638 posti disponibili (dati del Ministero della Giustizia riferiti a maggio 2026), il sovraffollamento ha raggiunto il 145%, con punte, in alcuni istituti, che superano il 200%.
Mercoledì 8 luglio Caritas Ambrosiana, Fondazione Casa della Carità e Osservatorio carcere e territorio di Milano approfondiranno e discuteranno lo scenario milanese e lombardo, alla luce di quanto emerge dal Rapporto Antigone. Ospiti autorevoli dell’incontro saranno Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia, e Marcello Bortolato, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano.
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