Cardano punta sui giovani: allo “Spazio Z” laboratori, ascolto e luoghi da vivere insieme

A Cardano al Campo cresce l’attenzione verso il mondo giovanile e le sue fragilità, con l’obiettivo di creare spazi di incontro, ascolto e partecipazione. Al centro di questo percorso c’è lo “Spazio Z”, luogo diventato negli anni un punto di riferimento per adolescenti e giovani adulti del territorio, ora al centro anche di nuovi progetti.
L’offerta di spazi e occasioni è stata al centro di un momento di confronto promosso dall’amministrazione comunale insieme alla cooperativa sociale La Banda, che dal 2020 gestisce i locali (a fianco delle scuole medie, in via Carreggia) attraverso una coprogettazione con il Comune.
«Fare comunità resta il nostro indirizzo – ha spiegato la vicesindaca e assessora ai Servizi sociali Paola Torno – senza dimenticare chi vive situazioni di fragilità». Un tema, quello del disagio giovanile, che secondo l’assessora richiede oggi risposte concrete e la capacità di costruire reti educative e sociali.
Torno ha ricordato come il bisogno di luoghi dedicati ai ragazzi sia emerso chiaramente anche durante le iniziative dell’“Autunno Cardanese”, grazie al confronto con il Gruppo Rete Territoriale. «I giovani chiedono spazi dove poter stare secondo le loro modalità», ha spiegato.
L’attuale “Spazio Z”, cinquant’anni fa prima sede della biblioteca comunale, è stato destinato ai giovani già dalla fine degli anni Ottanta, sempre attraverso gestioni esterne. Oggi ospita sia le attività educative della cooperativa La Banda sia corsi di alfabetizzazione per stranieri, mantenendo la propria vocazione aggregativa e sociale.
«Di fatto siamo operativi qui dall’aprile del 2021 – ha raccontato Enrico Rudoni della cooperativa La Banda – inizialmente come centro di aggregazione: il primo giorno mi sono ritrovato venti ragazzi, era la prova che c’era un bisogno». Da allora il lavoro si è sviluppato su più livelli: da una parte gli interventi individuali rivolti ai ragazzi segnalati dai servizi sociali, dall’altra la creazione di occasioni di aggregazione spontanea.
«La fragilità dei ragazzi spesso coincide con quella delle famiglie e di tutta la sfera che ruota loro attorno», ha sottolineato Rudoni, spiegando come lo spazio sia diventato negli anni un vero hub educativo e relazionale.
Tra le attività proposte di recente trovano posto quattro laboratori organizzati in piccoli gruppi, una scelta educativa precisa che permette di seguire meglio ogni partecipante. «Abbiamo lavorato con gruppi di circa cinque ragazzi per laboratorio», ha spiegato Rudoni.
I percorsi attivati spaziano dalla falegnameria – con la realizzazione, tra l’altro, di bat box e arredi per gli spazi esterni – all’erbologia, passando per il “Training Lab” e un laboratorio di fumetto utilizzato come strumento di narrazione personale e conoscenza di sé.
Accanto alle attività all’interno dello Spazio Z, il Comune sta lavorando anche sull’educativa di strada, con l’obiettivo di intercettare i luoghi frequentati spontaneamente dai giovani e accompagnarli in percorsi di partecipazione. L’idea è quella di ampliare ulteriormente gli spazi dedicati agli adolescenti e ai giovani adulti. «Se si formerà un gruppo stabile di ragazzi – ha spiegato Torno – vorremmo mettere a disposizione anche altri ambienti, ad esempio all’interno della Paolo VI».
Tra le esperienze osservate con interesse c’è quella di “Villab” a Cassano Magnago, realtà che utilizza gli spazi di Villa Oliva per attività e iniziative dedicate ai giovani, compreso un festival in programma in questi giorni.
Un ruolo importante sarà svolto anche dal Gruppo Rete Territoriale, che riunisce una quindicina di realtà tra Caritas, associazioni sportive, cooperative sociali e gruppi del territorio. «Sono realtà che hanno scelto di confrontarsi e di ascoltare i giovani», ha ricordato Torno. Il primo appuntamento pubblico condiviso sarà la festa prevista per il 13 giugno.
Tra gli eventi in programma anche l’incontro con Matteo Lancini, in calendario giovedì 21 maggio al Cubo con “Chiamami adulto”, organizzato insieme alla cooperativa Logos.
Per Rudoni, il progetto può contare su una base importante: «C’è un punto di partenza favorevole: il tessuto sociale di Cardano è ricchissimo». Ed è proprio da questa rete che amministrazione e operatori vogliono partire per costruire nuove occasioni di incontro, crescita e partecipazione per i giovani del territorio.
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