Caso Gibelli, interviene Salis: “È stata la prima a scusarsi, da cosa devo prendere le distanze?”

Genova. “La dottoressa Gibelli è stata la prima a scusarsi personalmente, avendo riconosciuto di aver fatto un’uscita che non era coerente con il suo ruolo, quindi di cosa mi devo scusare e da cosa devo prendere le distanze?“. Così la sindaca Silvia Salis, a margine di una conferenza stampa a Tursi, interviene per la prima volta sul caso montato a partire da una story pubblicata un mese fa dalla consulente del Comune per i diritti Lgbtqia+. Una polemica ancora viva, tanto che oggi il centrodestra ha deciso di disertare una commissione consiliare sui diritti di genere lamentando “l’assoluta mancanza di risposte e rispetto da parte della giunta”.
Gibelli, commentando i risultati di un sondaggio, aveva scritto: “I partiti più cattolici sono quelli più omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi, maschilisti… si può continuare“. Parole che avevano sollevato un polverone, fino alla richiesta avanzata da tutta l’opposizione di rimuoverla dall’incarico. Lei però aveva fatto subito un passo indietro: “Chiedo scusa se posso avere offeso la sensibilità di qualcuno, non era mia intenzione minimamente contestare le persone credenti, delle quali ho molto rispetto, e sarà mia attenzione poterlo dimostrare nei fatti concreti”. E l’esperta è rimasta al suo posto. Da allora il centrodestra continua a chiedere a Salis una netta presa di posizione sull’accaduto.
“Sono polemiche veramente strumentali e ridicole – aggiunge oggi la sindaca -. L’opposizione dovrebbe fare l’opposizione su temi importanti e non sui presepi, sui post delle persone, però evidentemente non hanno altro da dire”.
Stamattina il gesto dell’opposizione mentre in aula si doveva discutere di identità alias, uno strumento per permettere alle persone trans e non binarie di autodeterminarsi: “Non intendiamo in alcun modo legittimare con la nostra presenza la figura di una consulente, retribuita con soldi pubblici, che ha dimostrato di essere totalmente inadeguata a rivestire un ruolo istituzionale che dovrebbe, al contrario, favorire l’inclusione, il dialogo e il rispetto reciproco”. Un fatto “grave e politicamente eloquente” per la maggioranza di centrosinistra, secondo cui le motivazioni addotte sarebbero “soltanto un alibi per sottrarsi a un confronto serio e pubblico su un tema delicato, rispetto al quale la destra continua a mostrare profonde ambiguità e divisioni interne”.
Anche su questo episodio è arrivato il commento di Salis: “Io credo che sia sempre molto grave disertare una commissione, perché è un momento di confronto, un momento in cui si possono esprimere delle posizioni anche forti. Non presentarsi non è neanche rispettoso nei confronti di tutte le persone che erano lì e che lavorano per la commissione. Comunque, sono tutti gesti strumentali per attirare l’attenzione. Credo che, per chi li ha votati, non sia neanche uno spettacolo molto interessante”.
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