Cavan Sullivan si sta prendendo la MLS a 16 anni: chi è la nuova stella degli Usa, come gioca e cosa ne farà il Manchester City

15 Settembre 2026 - 15:25
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Come Freddy Adu, più di Freddy Adu. Il paragone con l’iconico statunitense diventato famoso (più nei videogiochi che nel calcio vero) per la sua precocità e per le tante promesse poi mai mantenute è quello che viene più naturale se si parla di Cavan Sullivan, la nuova stella del soccer Usa.


Ad Adu, Sullivan ha tolto il record del debutto più giovane di in Mls, a 14 anni e 293 giorni, superandolo di qualche giorno. Nel luglio 2024 il ragazzo di Philadelphia è diventato il più giovane calciatore di sempre a esordire in MLS e il più giovane atleta ad aver mai partecipato a una partita ufficiale di una qualunque lega professionistica americana.

Gli americani ma anche tutti gli appassionati di calcio sperano però che i paragoni finiscano lì e, anzi, il classe 2009 rispetti la profezia e diventi davvero la prossima stella del calcio mondiale. E i primi approcci col calcio dei grandi stanno andando proprio in quella direzione: a 16 anni ha già segnato 6 goal nella MLS, il massimo campionato americano, una lega in costante crescita e ormai paragonabile a quelle europee.


Partiamo da chi è Sullivan, la nuova stella degli Usa, per poi arrivare a come gioca e a quali sviluppi potrà avere la sua carriera.


Nato il 28 settembre 2009 a Philadelphia, Cavan ha 16 anni, quasi 17, ma è già ormai la stella dei Philadelphia Union dopo essere arrivato nell'Academy del club all'età di dieci anni. Ha messo assieme, nelle 23 presenze in questa stagione di Mls, già 6 reti e 5 passaggi vincenti ma, sommando tutte le competizioni, arriva a 9 goal e 9 assist in 29 presenze. Nelle ultime uscite, poi, ha alzato il tiro: contro Cincinnati ha servito tre assist, quindi ha realizzato un gran goal di tacco, beffando il portiere di San Diego.


Una sua esultanza, poi, dopo un goal contro Montréal, ha fatto il giro del mondo quando ha preso della polvere bianca e l'ha lanciata verso l'alto imitando il celebre rituale di LeBron James, anche lui fresco cittadino di Philadelphia. Giovane sì ma con grande personalità: basti pensare anche a quanto accaduto lo scorso 19 agosto quando, contro l’Inter Miami, si è reso protagonista di una rissa quando l’avversario Fray ha calpestato il fratello maggiore Quinn Sullivan, generando la reazione e l’espulsione del fratellino.


Sullivan è infatti figlio e fratello d'arte. Il padre Brendan ha giocato perlopiù nella seconda divisione americana, anche la madre Heike è stata calciatrice. E lo sono altrettanto Quinn, suo fratello, che gioca con lui, e hanno giocato a calcio anche gli altri due fratelli Declan e Ronan.


Mancino, 170cm, fin dalla giovane età ha avuto Alexis Sánchez come modello. È un talento puro cui piace ricevere palla tra le linee, puntare l'uomo e rischiare la giocata, per sé e per gli altri. Viene schierato trequartista o largo a destra a piede invertito sia sulla linea dei centrocampisti che in un tridente d'attacco. Il suo stile di gioco è molto rischioso proprio per le sue grandi capacità, motivo per cui spesso finisce per perdere qualche pallone di troppo, ambito in cui può migliorare molto.


Ovviamente, è già nel mirino di Mauricio Pochettino che sta organizzando la nuova generazione degli Stati Uniti verso il Mondiale 2030 e vuole partire proprio da Sullivan che, oltre agli Usa, potrebbe giocare per la Germania e il Bangladesh, per le origini della madre.


“Il quattordicenne più forte del mondo”, come era stato nominato un paio di anni fa, era balzato agli onori delle cronache quando, anticipando la concorrenza di mezzo mondo, il Manchester City se lo era aggiudicato pagando cinque milioni e aggiungendo quindi una clausola pro Citizens nel contratto con gli Union che prevedeva, al compimento dei 18 anni, il passaggio nell’allora squadra di Guardiola.


Sullivan commentò entusiasta la notizia: “Guardo sempre il City di Guardiola, è la squadra dei sogni di ogni bambino. Ed è davvero fantastico pensare che proprio il City abbia deciso di puntare su di me”. Ora il suo passaggio in Premier sembra sempre più imminente e meritato dopo le grandi prestazioni in Patria.


Bisognerà capire in che modo il City Group lo gestirà. Avendo anche il passaporto tedesco, Sullivan sarebbe potuto arrivare in Europa già a 16 anni ma è stato deciso di tenerlo negli States e farlo crescere tra le mura amiche. A breve, però, toccherà prendere una decisione su di lui e in soccorso potrebbero arrivare le società satellite del gruppo. Non è da escludere, anzi, un passaggio in club come Palermo, Girona, Lommel o Troyes, un modo morbido per fargli scaldare i motori prima di iniziare a giocare al fianco di Haaland.


La profezia si sta avverando – è vero – ma lo spettro di Freddy Adu è sempre lì che incombe e bisogna fare tutto il possibile per evitare che anche la carriera di questo giovane fenomeno scoppi come una bolla di sapone.

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