C’è stato un nuovo attacco degli Stati Uniti in Iran

09 Luglio 2026 - 07:55
0
C’è stato un nuovo attacco degli Stati Uniti in Iran

Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, già apparso fragile fin dalla firma del pre-accordo di giugno, rischia ormai di saltare definitivamente. Nella notte tra mercoledì e giovedì gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova serie di attacchi contro obiettivi iraniani, mentre Teheran ha risposto con droni e missili diretti verso basi americane in Bahrein e Kuwait. Secondo il New York Times, è l’escalation più grave dall’inizio della tregua.

La crisi si è aggravata dopo le dichiarazioni di Donald Trump al vertice Nato in Turchia. Il presidente statunitense ha detto di ritenere il cessate il fuoco «finito, per quel che mi riguarda», definendo la leadership iraniana «persone cattive e violente» e aggiungendo che «negoziare con loro è una perdita di tempo». Poche ore dopo, Washington ha confermato una nuova ondata di bombardamenti.

Il New York Times scrive che gli attacchi ordinati da Trump hanno colpito sistemi di difesa aerea, radar e altre infrastrutture militari nelle aree vicine allo stretto di Hormuz. Il Comando centrale statunitense (Centcom) ha spiegato che l’obiettivo era «ridurre la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione» nel passaggio marittimo da cui transita una quota fondamentale delle esportazioni mondiali di petrolio e gas.

Trump ha definito l’operazione una «ritorsione» contro gli attacchi iraniani alle navi commerciali. «Se succederà di nuovo, sarà molto peggio», ha scritto sul suo social Truth. Poco prima aveva però lasciato aperta la porta ai negoziati, pur sostenendo che la tregua fosse ormai «finita».

Il New York Times ricorda che gli Stati Uniti erano già intervenuti nella notte precedente, colpendo oltre ottanta obiettivi iraniani dopo gli attacchi contro tre petroliere nello stretto di Hormuz. Contestualmente Washington ha anche revocato la sospensione temporanea delle sanzioni sul petrolio iraniano prevista dal pre-accordo, aumentando ulteriormente la pressione economica su Teheran.

La risposta iraniana non si è fatta attendere. I Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno annunciato di aver lanciato droni e missili contro basi statunitensi in Bahrein e Kuwait e hanno avvertito che, in caso di nuovi bombardamenti, «tutte le basi americane nella regione saranno considerate obiettivi legittimi». Secondo il New York Times, il Kuwait ha confermato di aver intercettato droni e missili ostili, mentre in Bahrein sono state attivate le sirene d’allarme. Le prime valutazioni statunitensi parlano però di quasi tutti i vettori intercettati e non risultano vittime.

Rientrando negli Stati Uniti, Trump ha detto che «gli iraniani hanno chiamato perché vogliono un accordo disperatamente», ma Teheran non ha confermato alcun nuovo contatto. Anzi, il consigliere militare della Guida Suprema, Mohsen Rezaei, ha promesso che «il nemico aggressore e i suoi complici saranno severamente puniti», in riferimento a Israele.

Intanto, il traffico navale nello stretto di Hormuz si è nuovamente fermato. Proprio la riapertura del corridoio marittimo rappresentava uno degli obiettivi principali della tregua di giugno, insieme all’avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano. Oggi, però, quel fragile equilibrio appare sempre più vicino al punto di rottura.

L'articolo C’è stato un nuovo attacco degli Stati Uniti in Iran proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User