Centrale solare spaziale: Zhuri vuole inviare energia sulla Terra da 36.000 km
La possibilità di raccogliere energia solare nello spazio e inviarla direttamente sulla Terra è stata a lungo considerata una delle frontiere più promettenti del settore energetico, tanto che in questi anni si sono prime teorizzati, e poi iniziati a sviluppare, diversi progetti basati su questo concetto. Non stupisce che sia la Cina a muoversi concretamente in questa direzione con Zhuri, un progetto che vuole sfruttare la luce del Sole in orbita e a trasferire l’elettricità senza fili verso il nostro pianeta, in questo caso da una distanza superiore a 36.000 chilometri.
Il principale vantaggio di un simile approccio risiederebbe nell'assenza di filtri tra la fonte e i pannelli solari, che sulla Terra si traducono nell'atmosfera. Raccogliere la luce in orbita significherebbe poter contare su un'efficienza impensabile, che se trasportata con successo sulla Terra, potrebbe rivoluzionare il settore energetico.
Sulla base di queste premesse, nell’Università Xidian di Xi’an, nella provincia dello Shaanxi, il professore associato Fan Guanheng ha dato il via a una serie di test per verificare la fattibilità delle tecnologie coinvolte. Nel campus universitario è stato installato uno specchio a forma di cupola largo 4,8 metri e sostenuto da una torre alta 75 metri. Il sistema concentra la luce solare su pannelli fotovoltaici che generano elettricità, successivamente trasformata in microonde e trasmessa a distanza verso una rectenna, ovvero un dispositivo in grado di riconvertire le onde in energia utilizzabile.
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