Centrodestra ancora all’attacco della consulente Lgbtqia+ per il post su “ratti” e “persone fasciste”

Genova. Il centrodestra torna a chiedere la revoca di Ilaria Gibelli dall’incarico di consulente del Comune di Genova per l’ufficio dei diritti Lgbtqia+. Già in passato l’avvocata era finita nella bufera per alcune dichiarazioni contro l’elettorato di centrodestra (per le quali aveva chiesto scusa). Questa volta la polemica è scoppiata per un post sui social all’indomani della manifestazione per la sicurezza a Sestri Ponente.
Nel post di Gibelli si vede un ratto con la scritta “Sono usciti dalle fogne”. Nel testo che accompagna l’immagine la spiegazione: “La legittimazione delle persone f4sciste viene dall’alto. Ronde, r3migr4zione. Tanto, troppo. L’unica strada è partecipare, conoscere, impegnarsi e tornare a votare qualcun che sia davvero di sinistra. Se ancora c’è. L’alternativa è questa“.
Per il centrodestra, quel post sarebbe però rivolto a tutti i cittadini che sono scesi in piazza. Per questo i capigruppo di Lega, Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Vince Genova, Forza Italia e Gruppo Misto, in una nota, tornano a chiedere la revoca immediata: “La sua recidiva è vergognosa. L’amministrazione tuteli se stessa, ma soprattutto i suoi cittadini”.
Paola Bordilli per la Lega, Alessandra Bianchi per Fratelli d’Italia, Ilaria Cavo per Noi Moderati – Bucci – Orgoglio Genova, Pietro Piciocchi per Vince Genova, Mario Mascia per Forza Italia e Sergio Gambino per il Gruppo Misto hanno depositato una nuova istanza indirizzata al segretario generale Pasquale Criscuolo, alla sindaca Silvia Salis, all’assessora Rita Bruzzone e, per conoscenza, al prefetto di Genova.
“L’avvocato Gibelli ha dimostrato una totale refrattarietà ai principi di decoro istituzionale e di rispetto nei confronti dei cittadini. È surreale, oltre che vergognoso, che una consulente incaricata di occuparsi di diritti e contrasto alle discriminazioni utilizzi i social come un manganello verbale per insultare e alimentare odio”, si legge nella nota congiunta.
“Il vincolo fiduciario – proseguono i capigruppo – non è semplicemente incrinato: è ormai definitivamente compromesso dalla condotta della stessa Gibelli. Mantenere nel proprio ruolo una persona che insulta pubblicamente i cittadini rappresenta anche un grave e quotidiano danno d’immagine per il Comune di Genova”.
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