Sopravvivere all’ondata di caldo grazie ai cooling centers

08 Luglio 2026 - 11:46
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Sopravvivere all’ondata di caldo grazie ai cooling centers

A New York col caldo non si scherza. Lo sa bene chi, l’estate, deve fare avanti e dietro tra una banchina della metropolitana e un marciapiede senza ombra. E ora che nei giorni scorsi una heat dome, cioè un’area di alta pressione che trattiene caldo e umidità, ha spinto le temperature percepite su livelli pericolosi in gran parte del Nordest degli Stati Uniti, compresa New York. il caldo in città pesa di più, perché asfalto, cemento e acciaio trattengono calore, e perché molte persone lo affrontano in appartamenti piccoli, vecchi o senza aria condizionata. Il Dipartimento della Salute della città stima che ogni anno circa 500 newyorkesi muoiano per cause legate al caldo, spesso non durante le giornate più estreme, ma in quelle semplicemente molto calde, quando il rischio viene sottovalutato.

Per questo New York ha una rete di cooling centers, centri di refrigerio aperti durante le emergenze caldo. Di solito si tratta di biblioteche, centri comunitari, centri per anziani, strutture NYCHA o altri edifici pubblici dotati di aria condizionata. La città li attiva quando il National Weather Service prevede un indice di calore di almeno 95 gradi Fahrenheit (35 °C) per due o più giorni, oppure 100 gradi (37 °C) per qualsiasi periodo di tempo. Non è quindi il termometro da solo a far scattare il piano, ma la combinazione tra temperatura e umidità.

Il modo più semplice per trovarne uno è usare il Cooling Center Finder della città o chiamare il 311. La mappa permette di cercare i centri più vicini e di individuare quelli accessibili o pet-friendly; gli animali di servizio – cioè quelli per l’assistenza di persone disabili – sono sempre ammessi, anche nelle strutture non pet-friendly. Va però detto che gli edifici hanno orari e regole diverse a seconda della struttura, perché i centri sono gestiti da agenzie e partner diversi. Prima di uscire, soprattutto con il caldo forte, conviene controllare la mappa o chiamare direttamente la sede scelta, per evitare di fare venti minuti a piedi per arrivare davanti a una porta chiusa.

I cooling centers non sono l’unico strumento. Le piscine pubbliche all’aperto sono gratuite e quest’anno restano aperte dal 27 giugno al 13 settembre, di solito dalle 11 alle 19, con una pausa per la pulizia tra le 15 e le 16. La città indica anche spray showers, fontanelle, zone d’ombra e altri punti di raffrescamento attraverso Cool It! NYC. Gli idranti, invece, non vanno aperti da soli: si può chiedere a una caserma dei pompieri di installare uno spray cap, un beccuccio che riduce il getto e permette l’uso ricreativo in sicurezza. Per farlo bisogna avere più di 18 anni, mostrare un documento e compilare un modulo; un idrante aperto illegalmente può sprecare fino a quattromila litri d’acqua al minuto e ridurre la pressione necessaria ai vigili del fuoco.

Per quanto riguarda le abitazioni private, New York ha un programma di assistenza che può coprire il costo di un condizionatore o di un ventilatore per le famiglie che rispettano determinati requisiti, ma per il 2026 le domande risultano chiuse già dal 5 giugno. Intanto, la città ha approvato una nuova norma che, dal 1° giugno 2030, imporrà ai proprietari di molti appartamenti in affitto di fornire sistemi di raffrescamento capaci di mantenere a 78 gradi Fahrenheit (25 °C) le stanze in cui si dorme, se l’inquilino ne fa richiesta.

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