Ceuta, l’inferno delle donne: un report dell’orrore conferma le violenze sessuali dei migranti: 23 casi accertati, bambine comprese

31 Agosto 2026 - 21:10
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Ceuta, l’inferno delle donne: un report dell’orrore conferma le violenze sessuali dei migranti: 23 casi accertati, bambine comprese

Ceuta fuori controllo, Procura e media confermano le violenze dei migranti sul donne e ragazzine: 21 casi accertati

Ceuta è fuori controllo, altro che chiacchiere pseudo-buoniste e retorica ideologica: secondo i dati della Procura citati da Radio Cadena Ser dagli arrivi in massa di migranti a Ceuta gli scorsi 30 e 31 luglio, sono state registrate 23 aggressioni sessuali a donne e minorenni migranti nell’exclave spagnola in Marocco. E quella dell’ipocrisia dem è una coperta troppo corta per reggere agli strattonamenti di chi a sinistra la tira da una parte e dall’altra, finendo di lacerarsi sotto il peso della realtà.

Ceuta, Procura e media confermano le violenze su donne e minorenni

Quello che arriva da Ceuta, l’enclave spagnola in territorio marocchino, è la conferma di un vero e proprio reportage degli orrori: e i numeri danno perfettamente la portata dello scempio perpetrato a colpi di aggressioni sessuali ai danni di donne e bambine: tra le vittime figurano sette minorenni tra i 14 e i 17 anni, in un quadro drammatico che comprende cinque stupri e perfino violenze di gruppo. Ma vediamo nel dettaglio il resoconto della Procura che l’Ansa riporta.

Nel report dello scempio anche una violenza di gruppo

Delle 21 aggressioni, cinque sono stati stupri. Delle vittime, 9 sono adolescenti fra i 14 e i 17 anni, mentre soltanto una delle 23 aggressioni ha riguardato una violenza su una persona del collettivo Lgbt. Non solo. Le fonti segnalano inoltre che l’autorità giudiziaria ha registrato anche un caso di una violenza di gruppo. Rispetto agli autori dei crimini, cinque uomini sono attualmente indagati per altrettante violenze: tre migranti marocchini, uno spagnolo e un belga. Mentre gli autori del resto delle aggressioni sessuali al momento sono ignoti.

Ceuta, un territorio fuori controllo

Un mese dopo l’entrata in massa alla frontiera dell’exclave spagnola in Nord Africa, circa 300 migranti minorenni non accompagnate non sono ancora entrate nel sistema di protezione della città autonoma, secondo fonti tecniche citate dall’emittente radio, e il governo di Ceuta spera di poter accoglierle in un capannone che ha dovuto essere adattato a centro di temporaneo di accoglienza negli ultimi giorni.

Insomma, i numeri ufficiali descrivono un territorio ormai fuori controllo dove l’emergenza sicurezza sconfina nella tragedia umana. Ma a rendere il quadro ancor più agghiacciante è la mentalità che in troppi casi accompagna questa barbarie: nelle emittenti spagnole c’è chi è arrivato a giustificare gli abusi colpevolizzando i padri delle ragazzine per averle lasciate sole, definendo “normale” la violenza su donne non sorvegliate da un uomo. Un orrore intollerabile che ha scatenato la dura reazione del centrodestra italiano, pronto a denunciare il fallimento sistemico delle politiche dell’accoglienza indiscriminata sponsorizzate dalla sinistra europea (come dall’opposizione di casa nostra).

Campione: e c’è chi incolpa i padri delle vittime (per nona verle controllate o lasciate sole)

La senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, (componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere), per esempio, sullo scempio delle violenze su donne e bambine, commentandone l’orrore ne ha rilevato i risvolti e i contorni agghiaccianti che lo sottendono, sottolineando: «Numeri gravissimi, che riguardano donne in condizioni di particolare vulnerabilità. E a rendere ancora più inquietante questo quadro – ha quindi aggiunto Campione – sono le parole pronunciate a En boca de todos, programma dell’emittente spagnola Cuatro, da Omar, un cittadino marocchino che, parlando delle violenze sulle ragazze minorenni, ha sostenuto che la responsabilità sarebbe dei padri che le avrebbero lasciate andare da sole».

Non solo. «Riferendosi alle ragazze di 15 o 16 anni è arrivato a definire “normale” che possano essere violentate se lasciate sole a Ceuta. Questo è lo stupro normalizzato. La reificazione della donna violentata che non viene considerata persona, ma oggetto che l’uomo deve sorvegliare», ha argomentato tra indignazione e sconcerto la senatrice di FdI.

Bergamini (FI): Ceuta è la dimostrazione drammatica del fallimento dell’ideologia delle “porte aperte”

Mentre sull’intera vicenda Ceuta emblema del fallimento delle politiche immigrazioniste della sinistra europea, Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, ha rilevato: «È significativa la scelta del Partido Popular di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario sulla crisi di Ceura. C’è evidentemente stato un corto circuito politico e gestionale all’interno del governo Sanchez, e il popolo spagnolo ha tutto il diritto di conoscere la verità su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità. Nell’exclave la situazione continua a essere drammatica. Le continue imboscate contro i militari, il lancio di pietre, i feriti, gli arresti e le violenze sessuali anche contro minorenni dimostrano che la tensione resta altissima. E che gli elementi di rischio emersi lo scorso 31 luglio non sono affatto venuti meno».

La sinistra si rassegni: sull’immigrazione di massa e incontrollata ha sbagliato tutto

Concludendo emblematicamente: «Non bastano, dunque, le maldestre rassicurazioni di Sanchez, riproposte anche in Italia dai suoi portabandiera politici di Pd e soci – prosegue Bergamini –. La realtà di Ceuta continua a raccontare una situazione di grave instabilità. È necessario che l’Europa guardi a quanto sta accadendo senza ideologie e senza minimizzazioni: sicurezza delle frontiere. Controllo dei flussi. E tutela dei cittadini devono tornare a essere priorità assolute ovunque in Europa. La sinistra deve rassegnarsi al fallimento dell’ideologia delle “porte aperte”».

E intanto, la lezione di Ceuta presenta il conto salatissimo di una politica miope che sacrifica la sicurezza e la dignità delle donne sull’altare dell’utopia globalista e dell’accoglienza indiscriminata.

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