Cgil in piazza a Varese per le due leggi su sanità e appalti: «Difendere e migliorare il servizio sanitario, regolare gli appalti privati»

La Cgil è scesa in piazza anche a Varese per la raccolta firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare lanciate dal sindacato in tutta Italia: una sulla sanità pubblica, l’altra sugli appalti. Il primo banchetto è stato allestito sabato 16 maggio in piazza XX Settembre, all’indomani dell’assemblea generale della Camera del lavoro che si era svolta venerdì a MalpensaFiere.
A illustrare contenuti e obiettivi delle due proposte, in un punto stampa convocato a mezzogiorno davanti al banchetto, è stata la segretaria generale della Cgil Varese, Stefania Filetti.
Sanità: «Confermare l’universalità e l’equità del Servizio sanitario nazionale»
Sul primo fronte, quello della sanità, Filetti ha posto l’accento sulla necessità non solo di difendere ma anche di migliorare il Servizio sanitario nazionale, in una fase in cui – ha sottolineato – «non è più per tutti» e «rischia di lasciare intere fasce di popolazione senza cure».
Nel mirino della Cgil ci sono la spinta verso la privatizzazione, le liste d’attesa che continuano ad allungarsi e un modello sempre più sbilanciato sull’ospedale a scapito dei servizi territoriali. «L’ospedale come centro delle cure e non più gli ambulatori, non più il territorio», ha osservato la segretaria.
La proposta di legge, ha spiegato, non punta a stravolgere l’impianto normativo: «Non vuole cambiare la legge, ma vuole confermare quello che è l’idea di universalità, di equità del Servizio sanitario nazionale».
Appalti: «Stesse condizioni per azienda committente e appaltante»
Sul secondo fronte il tono si fa più netto. «Sugli appalti dobbiamo agire, dobbiamo agire con forza», ha detto Filetti, denunciando una condizione strutturale che riguarda chi lavora in regime di appalto: «Ha meno diritti, meno salario, e questo accade in ogni appalto».
Il nodo, secondo la Cgil, è la mancata regolazione del settore privato: gli appalti pubblici sono disciplinati, quelli privati no. Il meccanismo che ne deriva è sempre lo stesso. «Quando le aziende vogliono tenersi una marginalità e dare fuori un’attività, quell’attività va in mano ad aziende che per garantirsi la marginalità abbassano i salari, abbassano i diritti. Questa cosa non possiamo più permetterla».
Da qui la richiesta al centro della proposta di legge: azienda committente e azienda appaltante devono applicare le stesse condizioni contrattuali, salariali e normative, a parità di lavoro svolto.
La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane sul territorio provinciale, con altri banchetti in programma nei comuni del Varesotto.
Da MalpensaFiere la Cgil rilancia due leggi su salute e appalti
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