Chanel ottiene “risultati nettamente superiori a quelli del mercato”. Cautela sul 2027

06 Ottobre 2026 - 15:05
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Chanel ottiene “risultati nettamente superiori a quelli del mercato”. Cautela sul 2027
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Le code fuori dai negozi non mentono. Durante un’intervista esclusiva a Wwd, Bruno Pavlovsky, presidente delle attività moda di Chanel e di Chanel Sas, racconta con entusiasmo il successo delle prime collezione disegnate da Matthieu Blazy, a un anno dal suo debutto in passerella. Il manager non ha commentato i dati trapelati relativi al primo semestre del 2026 – secondo cui i ricavi sarebbe cresciuti del 16% a cambi costanti – ma ha confermato che la casa di moda sta ottenendo “risultati nettamente superiori a quelli del mercato”.

“I numeri sono positivi – ha continuato –. Quasi tutte le nostre boutique stanno vendendo più prodotti, in particolare nel segmento prêt-à-porter. Nonostante il contesto difficile, le nostre vendite sono in crescita. In un momento in cui tutti incontrano difficoltà, la qualità delle nostre collezioni e la capacità di esecuzione ci hanno aiutato a superare la tempesta”. Tuttavia, per quanto riguarda il 2027 – avverte in manager –, “rimango estremamente cauto”.

È indubbio però che l’arrivo dello stilista belga ha riportato la griffe tra i marchi più desiderati nel segmento lusso dopo anni meno splendenti, a seguito della scomparsa di Karl Lagerfeld. Ieri il défilé per la primavera/estate 2027, allestito come di consueto presso il Grand Palais, ha riaffermato il talento di Blazy nel dare vita a collezioni desiderabili e, allo stesso tempo, concrete. Un mix sempre più raro nelle ultime stagioni, come suggeriscono i rumors di cambi ai vertici stilistici di diverse maison. Problemi che di certo non coinvolgono Chanel. Quando la prima collezione firmata da Blazy è approdata negli store, nei giorni della Paris fashion week di marzo, le code all’esterno sono state protagoniste di contenuti virali sui social. Anche in questi giorni lo store in rue Saint-Honoré viene costantemente visitato da centinaia di clienti (a differenza di quanto accade, ad esempio, nel punto vendita Dior di fronte).

Il direttore creativo di Chanel Matthieu Blazy

“Chanel ha ritrovato nuovo slancio. Si respira un’energia meravigliosa, sia all’interno della maison che tra i nostri clienti. Le persone percepiscono questo slancio positivo, che forse avevamo un po’ perso prima dell’arrivo di Matthieu”, ha dichiarato Pavlovsky. “Questa è forse la parte più difficile. L’anno scorso pensavamo che il primo anno sarebbe stato il più arduo. Ora, all’inizio del secondo anno, l’asticella è alta e avvertiamo la pressione. Fa parte del gioco, ma sono molto fiducioso: non sarebbe potuta andare meglio”, prosegue il manager. Mentre Stati Uniti, Europa e Giappone registrano tutti buone performance, anche la Cina e il resto dell’Asia si sono dimostrati sorprendentemente resilienti.

Ma a cosa sono dovute le file di primo mattino fuori dalle boutique? Va ricordato che Chanel non accetta preordini, quindi anche le Vic (very important client) corrono alle anteprime per accaparrarsi i pezzi desiderati prima che siano sold out. “Al momento, la nostra priorità è gestire la scarsità di prodotto, ma non perché non ne ordiniamo a sufficienza. Dipende dalla durata di permanenza delle nostre collezioni sugli scaffali, che è in media di due o tre mesi. I nostri articoli sono realizzati in serie limitate che vanno dagli 80 ai 1.200 pezzi per modello. Tuttavia, anche disponendo di 1.200 unità, bisogna distribuirle tra 250 boutique: ciò significa che ogni punto vendita ne riceverà non più di quattro o cinque”, spiega il presidente. Ogni anno la maison rinnova sette-otto negozi e ne apre due o tre.

Chanel primavera/estate 2027, Ph. Launchmetrics/Spotlight

Va ricordato poi che Chanel è tra gli artefici delle collezioni infrastagionali presentate in giro per il mondo. Ad esempio, il prossimo 5 novembre il défilé cruise verrà replicato a Sydney mentre il 2 dicembre a Roma verrà svelata la collezione Métiers d’Art. E visto il numero di collezioni realizzate ogni anni (quattro ready to wear, tra collezioni di sfilata e pre-collezioni, a cui si aggiungono due couture) la maison ha assunto altre 30 persone e creato tre team dedicati: uno per l’alta moda, uno per il prêt-à-porter e uno per le collezioni Métiers d’Art e cruise. La rete produttiva, che comprende circa mille realtà tra fornitori di primo e secondo livello, è rimasta sostanzialmente invariata.

Wwd riporta che non si è verificato un significativo ricambio della clientela rispetto alla direzione creativa precedente a Blazy, firmata Virginie Viard, e che alcune categorie di prodotti hanno contribuito a ampliare il range di clienti. “Con le nostre collezioni di calzature, ad esempio, stiamo intercettando clienti che in passato forse ritenevano le scarpe Chanel poco all’avanguardia o prive di quel carattere audace. Ora attiriamo una clientela più attenta alle tendenze, che trova nelle nostre calzature qualcosa di proprio gradimento”.

Proprio in questi giorni Viard ha lanciato il suo libro autobiografico – ‘Un regard: une vie chez Chanel’–, in cui racconta i suoi 37 anni nella casa di moda, di cui cinque trascorsi come direttrice creativa. Nel talk show francese ‘Quotidien Viard’ è stata molto schietta nel raccontare la fine del suo rapporto con la maison. Durante un pranzo con il global executive chairman Alain Wertheimer, le è stato comunicato il suo allontanamento. A quanto pare, l’imprenditore, proprietario del marchio insieme al fratello Gérard, si sarebbe limitato a dire: “Chiudiamo qui”.

“Sapevo che sarebbe finita un giorno, ma forse non quel giorno, e non in quel modo”, ha raccontato la stilista. In merito alle dichiarazioni della designer, Pavlosky ha detto di comprendere la sua amarezza, “ma non volevo leggere il libro – ha dichiarato –. Lo leggerò sicuramente, ma non adesso”.

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