Che auto guida Kevin De Bruyne, il SUV inglese da sogno
Kevin De Bruyne non ha mai costruito il suo personaggio sull’ostentazione. Anche mentre militava tra le fila del Manchester City, il centrocampista belga dava pochi spunti di discussione per il comportamento fuori dal campo: preferiva imporsi attraverso i passaggi impossibili, le conclusioni dalla distanza e i palloni serviti con una precisione quasi fantascientifica. Eppure, tra le auto con cui è stato avvistato negli anni inglesi, una ha monopolizzato la scena, simbolo di successo professionale e spirito vincente: una Aston Martin DBX.
Eleganza sportiva
Il fuoriclasse oggi al Napoli era stato ripreso mentre raggiungeva il centro sportivo del Manchester City al volante del SUV britannico. La vettura attirava l’attenzione anche per la configurazione, con una carrozzeria in una tonalità chiara e pinze dei freni gialle. Un abbinamento lontano dai soliti colori scuri scelti allo scopo di rendere meno appariscenti vetture già abbastanza costose da farsi notare in un battito di ciglia.
Primo SUV nella storia di Aston Martin, la DBX ha segnato un passaggio delicato a Gaydon. Doveva offrire spazio, comodità e capacità di affrontare l’uso quotidiano conservando l’eleganza e il carattere sportivo associati alle sue granturismo. Il risultato supera i cinque metri di lunghezza, ospita cinque persone e mantiene proporzioni più filanti rispetto a parecchie concorrenti della stessa categoria.
Sotto il cofano spinge il V8 biturbo da 4,0 litri di origine Mercedes-AMG, accreditato di 550 CV e 700 Nm di coppia. A trasferire la potenza alle quattro ruote provvede un cambio automatico a nove rapporti. La massa supera le due tonnellate, ma basta premere sull’acceleratore per dimenticarsene: la DBX scatta da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e può raggiungere i 291 km/h. Prestazioni del genere completano il carattere di una carrozzeria già aggressiva, sostenuta da sospensioni pneumatiche adattive.
A seconda del percorso, la DBX può alzarsi o abbassarsi e nelle curve veloci il controllo attivo del rollio riduce i movimenti della carrozzeria. Al momento del lancio italiano, il prezzo di partenza si aggirava intorno ai 197.000 euro, prima di aggiungere personalizzazioni destinate a far salire rapidamente il conto.
A ben guardare, l’Aston Martin DBX si sposa ottimamente con la personalità di De Bruyne. Pur evitando l’impostazione radicale di una supercar a due posti, mette sul piatto prestazioni degne di nota ed eleganza innata. Si lascia guidare nel quotidiano, almeno secondo gli standard di un campione abituato a muoversi tra allenamenti, partite e ritiri, ma pronto a scatenarsi appena le circostanze lo permettono.
Belgio-Senegal: vietati giri a vuoto
Sulla strada di Kevin De Bruyne si staglia un ostacolo: il Senegal. Questa sera alle 22 italiane, a Seattle, il Belgio affronta la nazionale africana nei sedicesimi di finale del Mondiale 2026. I Diavoli Rossi hanno conquistato il primo posto nel Gruppo G grazie ai pareggi con Egitto e Iran e al netto 5-1 sulla Nuova Zelanda.
Nell’ultima partita il numero 7 di Rudi Garcia ha ricordato quanto possa ancora spostare gli equilibri: un gol, due assist e la solita capacità di decidere il ritmo dell’incontro. Il Senegal, qualificato tra le migliori terze, arriva invece dal 5-0 contro l’Iraq dopo le sconfitte con Francia e Norvegia. In una gara senza appello, al Belgio servirà ancora il suo uomo più lucido. A 35 anni e al quarto Mondiale, probabilmente l’ultimo, De Bruyne non può permettersi giri a vuoto.
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