Che cosa è successo alla Commissione di Vigilanza Rai

03 Luglio 2026 - 08:35
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Che cosa è successo alla Commissione di Vigilanza Rai

La Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l’organismo che dovrebbe garantire l’indipendenza e il pluralismo del servizio pubblico, è di fatto azzerata. Nel giro di poche ore si sono dimessi prima tutti i sedici componenti dell’opposizione e poi, in risposta, anche quelli della maggioranza. È l’epilogo di uno stallo politico che va avanti da quasi due anni e che ha impedito alla commissione di svolgere una delle sue funzioni principali: ratificare la nomina del presidente della Rai e vigilare sull’attività dell’azienda.

Le opposizioni, scrive Repubblica, hanno motivato le dimissioni accusando il centrodestra di aver paralizzato deliberatamente i lavori della commissione. La presidente Barbara Floridia (del Movimento 5 stelle), dimettendosi, ha spiegato di aver preso una decisione «sofferta ma necessaria», perché «restare e denunciare non è servito», e di voler dare «un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni».

La maggioranza ha respinto le accuse e ha annunciato a sua volta le dimissioni. In una nota, i commissari del centrodestra hanno sostenuto che la commissione sarebbe stata «occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra», accusando le opposizioni di aver sfruttato «cinicamente» la norma che impone una maggioranza dei due terzi per eleggere il presidente della Rai.

Lo scontro nasce proprio da questa procedura. La Commissione di Vigilanza deve infatti confermare la nomina del presidente della Rai con una maggioranza qualificata dei due terzi. Nel settembre 2024 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato Simona Agnes come presidente dell’azienda, ma le opposizioni hanno rifiutato di sostenerne la nomina, contestando il metodo con cui era stata scelta e sostenendo che una figura di garanzia dovrebbe essere condivisa tra maggioranza e minoranza.

Da quel momento il centrodestra ha scelto una strategia diversa: invece di portare la candidatura al voto e rischiare una bocciatura, ha iniziato a disertare sistematicamente le riunioni della commissione, facendo mancare il numero legale e impedendone il funzionamento. Il risultato è che la Vigilanza è rimasta bloccata per mesi, mentre la Rai continua a operare senza un presidente pienamente insediato.

Lo stallo aveva già provocato numerose proteste. Ad aprile il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva definito «non accettabile» che, dopo oltre un anno, la Rai fosse ancora priva del suo assetto definitivo e che la Commissione di Vigilanza non riuscisse a esercitare le proprie funzioni. Nei mesi successivi erano arrivati anche gli appelli delle opposizioni ai presidenti di Camera e Senato e lo sciopero della fame del deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, senza però sbloccare la situazione. Come osserva Il Sole 24 Ore, le dimissioni rappresentano il gesto politico più clamoroso compiuto finora per uscire dalla paralisi della commissione.

Che cosa succederà adesso non è ancora del tutto chiaro. Il precedente più vicino risale al 2008, quando, dopo dimissioni di massa analoghe, la commissione venne sciolta e ricostituita. Anche questa volta spetterà ai presidenti di Camera e Senato avviare la procedura per nominare nuovi componenti. Tuttavia, se gli equilibri politici dovessero rimanere gli stessi, nulla garantisce che il nuovo organismo riesca a superare lo stallo che ha bloccato quello appena azzerato.

L'articolo Che cosa è successo alla Commissione di Vigilanza Rai proviene da Linkiesta.it.

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