Che fine ha fatto l’inchiesta sugli arbitri? Cambia il Pm ma nessuna novità. E Rocchi rischia di finire sul rogo da innocente

23 Giugno 2026 - 20:12
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Che fine ha fatto l’inchiesta sugli arbitri? Cambia il Pm ma nessuna novità. E Rocchi rischia di finire sul rogo da innocente

Gianluca Rocchi

Che fine ha fatto l’inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano? E’ una domanda che molti si pongono. Mentre in tanti l’hanno addirittura dimenticata. Partita a marzo come l’onda di una nuova Calciopoli, si è via via sgonfiata lasciando per ora una sola, innocente vittima: Gianluca Rocchi.

L’inchiesta

Il Pm Domenico Ascione, che ha fatto partire l’indagine, ha lasciato la procura milanese. All’inizio ha iscritto nel registro degli indagati il designatore arbitrale e altri quattro ex fischietti. Aveva ipotizzato che Rocchi avesse in qualche modo favorito l’Inter.IMa finora non è emerso niente.

Il coinvolgimento dell’Inter

La procura ipotizza che Rocchi abbia favorito i campioni d’Italia nella stagione 2024-2025, quando persero lo scudetto in favore del Napoli. Inviando un arbitro “gradito”, cioè l’internazionale Colombo di Como, in una partita, quella di Bologna, in cui la squadra di Inzaghi in realtà fu vittima di un errore arbitrale decisivo: da un fallo laterale battuto venti metri in avanti nacque il gol decisivo dei felsinei che contribuì a far perdere lo scudetto ai nerazzurri. Ci sarebbero dei labiali in cui Rocchi chiederebbe di non mandare il fischietto romano Doveri a dirigere le partite dell’Inter. E poi c’è la vicenda delle presunte irruzioni del designatore nella sala Var e di una sorta di codice segreto che determinava gli interventi o meno del Var. Tutte ipotesi.

Per il momento tutto tace

Rocchi (che di errori in buonafede ne aveva commessi a iosa) si è autosospeso e certamente non sarà riconfermato. Ma per il momento è l’unico a dover pagare il dazio di un’inchiesta che non fa emergere profili di reato (ricordiamo che si parla di frode sportiva). L’Inter non ha tesserati indagati ma in una prima fase si sospettavano comportamenti che avrebbero potuto addirittura mettere in dubbio la liceità di questo campionato.

Orsato il suo successore?

La giustizia sportiva non può muoversi in assenza di riscontri certi. Il mondo arbitrale è già stato scosso dalla vicenda della condanna del presidente Aia, Zuppi. E’ assai probabile che Giovanni Malagò e l’associazione arbitrale puntino su Daniele Orsato, designatore della serie C, come successore di Rocchi. Ma è anche giusto pretendere in tempi rapidi una risposta da parte della procura milanese. Anche per capire se l’indagine ha elementi concreti o se può essere il tentativo di una resa dei conti tutta interna al mondo arbitrale.

 

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