Cinquant'anni dopo Seveso: la sicurezza non è ancora al sicuro, ma la cultura della preven...

17 Giugno 2026 - 12:50
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Cinquant'anni dopo Seveso: la sicurezza non è ancora al sicuro, ma la cultura della preven...

AGI – La sicurezza industriale torna al centro del dibattito nazionale ed europeo. Si è conclusa oggi al Centro Congressi Lingotto di Torino la conferenza CISAP FEx 2026 – Safety and Accident Prevention and Fire Explosion Conference, il principale appuntamento scientifico internazionale dedicato alla prevenzione degli incidenti industriali, degli incendi e delle esplosioni che AIDIC – l’Associazione Italiana di Ingegneria Chimica organizza ogni due anni in Italia. Con questa del 2026, il CISAP è arrivato alla sua 12ma edizione.

Per tre giorni Torino ha riunito ricercatori, istituzioni, grandi imprese, professionisti della sicurezza e rappresentanti del mondo accademico internazionale in un confronto che ha messo al centro il futuro della gestione del rischio industriale in una fase di profonda trasformazione del sistema produttivo europeo.

La conferenza ha affrontato i principali temi emergenti della sicurezza: transizione energetica, defossilizzazione, rischio NaTech legato agli eventi climatici estremi, cyber-security industriale, sicurezza degli impianti a idrogeno, batterie e sistemi di accumulo energetico, resilienza delle infrastrutture critiche e nuove competenze per la gestione dei rischi complessi.

Durante la conferenza è stato evidenziato come la sicurezza industriale sia oggi sempre più interconnessa con la resilienza energetica, la tutela ambientale, la sicurezza informatica e la protezione delle infrastrutture critiche. Gli esperti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di investire in formazione continua, manutenzione avanzata degli impianti, digitalizzazione sicura e nuove competenze tecnico-scientifiche

Particolare attenzione è stata dedicata alla tavola rotonda conclusiva organizzata da AIDIC dal titolo “Sicurezza sul Lavoro e gestione dei rischi: Università, Aziende e Istituzioni a confronto”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Comune di Torino, del Politecnico di Torino, di Confindustria Piemonte, di INAIL, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, di AIDIC e grandi gruppi industriali.

Dal confronto è emersa una posizione condivisa: la sicurezza non può più essere considerata soltanto un obbligo normativo o un costo operativo, ma rappresenta oggi un obbligo sociale e un elemento strategico di competitività industriale, innovazione tecnologica e sostenibilità.

“In un’epoca segnata dalla trasformazione energetica e digitale – ha dichiarato il Presidente AIDIC Giuseppe Ricci – la sicurezza industriale deve diventare parte integrante delle politiche di sviluppo del Paese. Non esiste transizione ecologica senza sicurezza, così come non esiste innovazione senza responsabilità tecnica e scientifica. La lezione della tragedia di Seveso, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario, resta straordinariamente attuale: investire in sicurezza non è un costo o un adempimento burocratico, ma un fattore di innovazione, competitività e sviluppo sostenibile. Oggi dobbiamo costruire una cultura del rischio moderna, multidisciplinare e resiliente, capace di accompagnare l’industria nei prossimi cinquant’anni.”

I dati più recenti confermano la centralità del tema sicurezza per il sistema Paese. Secondo il quadro provvisorio INAIL 2025, in Italia sono state presentate oltre 597 mila denunce di infortunio sul lavoro, mentre i casi mortali denunciati hanno superato quota 1.090. Crescono inoltre gli incidenti in itinere e le vulnerabilità legate ai trasporti e alle infrastrutture strategiche. 

I relatori della Tavola Rotonda hanno sottolineato la necessità di rafforzare ulteriormente la cultura della prevenzione e della gestione integrata dei rischi. Oggi in Italia sono presenti oltre un migliaio di stabilimenti soggetti alla Direttiva Seveso, spesso collocati in aree strategiche per l’energia, la logistica e la manifattura avanzata. Parallelamente, l’evoluzione tecnologica degli impianti e l’aumento degli eventi climatici estremi stanno modificando profondamente il profilo del rischio industriale.

La tavola rotonda finale ha ribadito la necessità di una collaborazione strutturale tra università, imprese, enti pubblici e organismi di controllo per accompagnare le grandi trasformazioni industriali in corso.
Tra le priorità condivise emerse dal confronto:
- rafforzare la cultura della prevenzione e della gestione del rischio in tutti i livelli aziendali;
- integrare sicurezza industriale, sicurezza ambientale e cyber-security;
- aggiornare formazione e competenze professionali rispetto alle nuove tecnologie energetiche;
- promuovere ricerca scientifica e innovazione applicata alla prevenzione;
- sviluppare modelli di resilienza industriale capaci di affrontare rischi complessi e interconnessi;
- consolidare il dialogo tra industria, istituzioni e territori.

La conferenza CISAP FEx 2026 si chiude quindi con un messaggio forte: la sicurezza rappresenta oggi una condizione indispensabile per la competitività industriale europea e per la credibilità delle strategie di transizione ecologica.
In un contesto segnato da cambiamento climatico, nuove vulnerabilità tecnologiche e trasformazioni energetiche senza precedenti, il patrimonio di conoscenze scientifiche e tecniche sviluppato negli ultimi decenni diventa un elemento decisivo per accompagnare l’industria verso il futuro.

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