Cittadella dello Sport di Siracusa, scontro De Simone-Gibilisco sui lavori
Il Pala Lo Bello torna al centro dello scontro politico sulla gestione dell’impiantistica sportiva a Siracusa. A innescare il confronto, in aula, è stato il consigliere e capogruppo di Forza Italia Damiano De Simone, che in aula ha contestato all’amministrazione comunale il modo in cui viene raccontato il finanziamento da 2 milioni di euro destinato alla riqualificazione del palazzetto e, più in generale, la programmazione degli impianti cittadini.
Un confronto al quale ha risposto il capo di gabinetto Giuseppe Gibilisco, intervenuto con una replica punto per punto e con un lungo elenco degli interventi realizzati o avviati dall’amministrazione.
Il nodo principale è proprio il Pala Lo Bello. De Simone ha contestato quella che considera la rappresentazione dei 2 milioni di euro come un risultato dell’attuale amministrazione. Secondo il consigliere, il finanziamento rappresenta invece l’ultimo passaggio di un percorso che non può cancellare le criticità accumulate negli anni.
“Non dobbiamo far apparire questo come un risultato dell’amministrazione – ha sostenuto De Simone –. Al contrario è un fallimento dell’amministrazione“. Per il consigliere di Forza Italia, il problema non sarebbe soltanto legato ai lavori straordinari oggi necessari, ma alla manutenzione ordinaria che, a suo giudizio, sarebbe mancata nel corso degli anni.
De Simone ha quindi collegato la situazione del palazzetto alle difficoltà affrontate dall’Albatro, costretta a disputare ad Agrigento le proprie gare europee a causa dell’impossibilità di utilizzare un impianto siracusano conforme ai requisiti richiesti. Una situazione che, secondo il consigliere, impedirebbe alla città di costruire una strategia più ampia sul turismo sportivo e sull’attrazione di squadre e manifestazioni internazionali.
“L’Albatro ha dovuto traslocare verso Agrigento – ha affermato De Simone – e non è possibile mai impiantare un discorso, mettere a sistema lo sport per attirare pure squadre estere, per fare del turismo sportivo“.
Da qui l’accusa politica più ampia. “Questo significa mancata programmazione, questa significa mancata attenzione, questo significa avere una visione corta della città e del suo sviluppo”. E il riferimento ai 13 anni di amministrazione è stato utilizzato per chiedere una valutazione complessiva delle responsabilità sulla situazione degli impianti.
La risposta di Gibilisco parte invece dai numeri della procedura per il Pala Lo Bello. Nel documento diffuso dal capo di gabinetto viene contestata innanzitutto l’affermazione secondo cui alla gara avrebbero partecipato due imprese: secondo la ricostruzione dell’amministrazione, le imprese partecipanti sarebbero state 247.
Gibilisco interviene poi sul ricorso giudiziario che ha contribuito a rallentare l’avvio dei lavori. La ditta ricorrente, secondo quanto riferito, ha visto respingere il ricorso al Tar e ha successivamente presentato un ulteriore ricorso davanti al Consiglio di Giustizia amministrativa. Per questo, come sostiene il capo di gabinetto, l’amministrazione avrebbe scelto di attendere l’esito del contenzioso per evitare di esporre il Comune a rischi e potenziali costi.
Una posizione già spiegata pubblicamente dallo stesso Gibilisco: il Comune ha sottoscritto il contratto con l’impresa risultata vincitrice, ma ha successivamente fermato l’avvio dei lavori in via prudenziale in attesa della definizione del contenzioso. In quella ricostruzione, se non fossero arrivati ulteriori ricorsi, l’ipotesi indicata era quella di avviare i lavori all’inizio di ottobre.
Ed è proprio su questo punto che le due letture restano contrapposte. Per De Simone, fermare l’intervento dopo anni di criticità non può essere presentato come una prova di buona amministrazione. “Non dobbiamo prendere in giro i cittadini fotografando qualcosa che non c’è“, ha detto in aula, chiedendo invece di riconoscere le responsabilità accumulate nel tempo.
Per Gibilisco, al contrario, attendere le decisioni degli organi giudiziari sarebbe una scelta di tutela dell’ente. “Questa non è mala gestione. Questa è responsabilità amministrativa“, scrive nella replica.
Il confronto non si ferma al Pala Lo Bello. De Simone ha parlato di una responsabilità politica che, a suo giudizio, attraverserebbe i 13 anni di amministrazione, collegandola alle condizioni degli impianti sportivi cittadini.
Gibilisco respinge il ragionamento e ricorda il proprio coinvolgimento negli ultimi anni, prima come assessore, poi come capo di gabinetto e infine come quello che De Simone ha definito “assessore ombra”.
E anche su quest’ultimo punto Gibilisco, replica al consigliere azzurro: “ognuno può essere chiamato a rispondere delle scelte compiute nel periodo in cui ha avuto responsabilità amministrative“.
Da qui parte l’elenco degli interventi che il capo di gabinetto porta a sostegno dell’azione dell’amministrazione comunale: la riqualificazione del campo Pippo Di Natale, gli interventi al tensostatico della Cittadella, il Lungomare dello Sport Aretuseo al Talete, il Pala Lo Bello, lo stadio De Simone, il nuovo Palaindoor nella zona nord, i campi sportivi di quartiere e il futuro pattinodromo. Per il Pala Lo Bello vengono indicati, in particolare, il nuovo impianto di illuminazione, la sostituzione del tetto e l’investimento da 2 milioni di euro per efficientamento energetico, riqualificazione e successiva omologazione.
Gibilisco rivendica lo svolgimento di un “piano di interventi organico” che avrebbe interessato sia gli impianti storici sia le periferie, lo sport agonistico e quello di prossimità.
De Simone, invece, chiede un salto di prospettiva: non soltanto interventi sui singoli impianti, ma un vero piano cittadino dell’impiantistica sportiva.
“Se oggi noi troviamo impianti ammalorati – ha concluso il consigliere – la colpa la dobbiamo dare a 13 anni di amministrazione“.
Il confronto, dunque, resta aperto su due piani diversi: da una parte la rivendicazione degli interventi e delle risorse messe in campo negli ultimi anni; dall’altra la contestazione secondo cui proprio la necessità di ricorrere oggi a interventi straordinari sarebbe il risultato di una programmazione e di una manutenzione ordinaria insufficienti.
E sullo sfondo rimane il Pala Lo Bello: 2 milioni di euro di interventi programmati, un contenzioso ancora al centro della vicenda amministrativa e una stagione sportiva che, come nel caso dell’Albatro, è già iniziata lontano da Siracusa.
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