Claude sotto attacco: così i malware consumano i token degli utenti
Oggi siamo abituati a pagare un abbonamento, a volte più d'uno, quando si parla di godere di un servizio di intelligenza artificiale. questo equivale ad acquistare accesso a una certa capacità di calcolo in cloud, ma cosa succede se quella capacità viene consumata da qualcun altro al posto nostro? Che siamo stati fregati, direte voi, e in effetti è così.
È il problema emerso tra alcuni utenti di Claude, dove il furto non riguarda soltanto password o dati personali, ma direttamente i token disponibili.
Il caso più emblematico è quello del consulente britannico Grant De Swardt. Il suo account Claude Max 20x continuava a consumare risorse anche con attività, automazioni e Claude Code disattivati. In un intervallo controllato, l'utilizzo è passato dal 45% al 55% senza alcuna operazione da parte sua.
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