Cocaina, una sola dose può lasciare effetti duraturi sul cervello: lo studio che apre nuovi scenari sulle dipendenze
Una ricerca presentata al Forum 2026 della Federazione delle Società Europee di Neuroscienze mostra che una singola esposizione alla cocaina può modificare l’organizzazione del genoma nelle cellule cerebrali per almeno due settimane. I risultati potrebbero aiutare a comprendere i meccanismi che favoriscono lo sviluppo della dipendenza
Una sola dose di cocaina potrebbe essere sufficiente a provocare alterazioni persistenti nelle cellule cerebrali. È quanto emerge da uno studio condotto su modelli murini e presentato al Forum 2026 della Federazione delle Società Europee di Neuroscienze (FENS), che apre nuovi scenari sulla comprensione dei processi biologici alla base della dipendenza.
Lo studio e il contesto
La ricerca è stata illustrata da Ana Pombo, professoressa emerita Bloomberg alla Johns Hopkins University di Baltimora e responsabile di un gruppo di ricerca ospite presso il Centro Max Delbrück per la Medicina Molecolare di Berlino. La cocaina è una sostanza associata a effetti immediati come ansia e paranoia e, nel lungo periodo, a gravi conseguenze per la salute, tra cui danni cardiovascolari, disfunzioni sessuali e disturbi psichiatrici. Secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, il consumo della sostanza ha raggiunto livelli record, con circa 25 milioni di utilizzatori nel mondo.
Come è stata condotta la ricerca
Per analizzare gli effetti della cocaina sul cervello, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di mappatura dell’architettura del genoma, che consente di studiare la disposizione tridimensionale del materiale genetico all’interno delle cellule. Sebbene tutti i geni siano presenti in ogni cellula, la loro organizzazione nello spazio influenza quali vengano attivati o disattivati. L’obiettivo era comprendere dove il cervello conservi il ricordo della prima esposizione alla cocaina e quali modifiche possano predisporre allo sviluppo della dipendenza dopo successive assunzioni, anche a distanza di molto tempo.
Le modifiche osservate nelle cellule cerebrali
L’analisi ha evidenziato profonde alterazioni nella struttura tridimensionale del genoma dei neuroni dopaminergici situati nell’area tegmentale ventrale del mesencefalo, una regione fondamentale nei circuiti della ricompensa e della motivazione. Le modifiche erano già rilevabili 24 ore dopo la somministrazione della cocaina e risultavano ancora presenti, in alcuni casi persino più marcate, due settimane più tardi. Tra i cambiamenti osservati figurano la comparsa di circa 1.700 nuove aree di isolamento del dominio della cromatina, coinvolte nella regolazione dell’attività dei geni, e la scomparsa di circa 1.100 aree analoghe.
Geni alterati e possibile legame con la dipendenza
I ricercatori hanno inoltre confrontato l’attività dei geni nelle cellule cerebrali esposte alla cocaina con quella dei controlli. Le cellule trattate producevano quantità maggiori di alcuni neuropeptidi già associati ai meccanismi della dipendenza nell’uomo, mentre altri geni indispensabili al normale funzionamento dei neuroni risultavano meno attivi.
Secondo gli autori, i risultati indicano che una singola esposizione alla cocaina è in grado di “ricablare” il genoma di queste cellule cerebrali, lasciando una sorta di impronta biologica persistente. Questa riorganizzazione potrebbe rendere il cervello più sensibile a una successiva esposizione alla sostanza, facilitando l’innesco dei processi che conducono alla dipendenza.
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