Disabilità, Comune di Genova e 40 realtà territoriali sottoscrivono protocollo d’intesa

Genova. Il Comune di Genova compie un nuovo passo nell’attuazione concreta della riforma nazionale sulla disabilità con la sottoscrizione, insieme a 40 realtà territoriali, del Protocollo di intesa per la co-lavorazione finalizzato alla promozione dell’inclusione delle persone con disabilità e alla costruzione di un sistema cittadino sempre più capace di riconoscere diritti, desideri, autonomie e percorsi di vita.
L’accordo nasce dal percorso partecipato avviato dall’Assessorato al Welfare nel gennaio 2026, attraverso incontri aperti e tavoli di confronto (open day) che hanno coinvolto 70 realtà territoriali impegnate, a diverso titolo, accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
«Con questo Protocollo – dichiara l’assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi – Genova sceglie di non limitarsi ad applicare una norma, ma di costruire un percorso politico e amministrativo capace di darle corpo. Il Progetto di Vita non può essere una formula burocratica: deve diventare il modo con cui la città riconosce la persona con disabilità nella sua interezza, nelle sue aspirazioni, nelle sue relazioni e nei suoi contesti di vita. Per questo abbiamo voluto partire dall’ascolto e dalla collaborazione con le realtà che abbiamo conosciuto attraverso la messa a terra della riforma nazionale perché nessuna riforma può funzionare davvero se resta chiusa negli uffici o se dipende solo dalla disponibilità immediata di risorse. Il nostro compito è costruire un sistema che sappia vedere gli ostacoli, rimuoverli progressivamente e mettere insieme istituzioni, famiglie, terzo settore e comunità. La firma è stata un punto di partenza: un impegno a lavorare insieme, con responsabilità e concretezza, perché i diritti diventino possibilità reali con le prime quaranta realtà».
L’obiettivo è fare in modo che il D.Lgs. 62/2024 non resti soltanto una riforma scritta nelle norme nazionali, ma diventi un cambiamento reale nei territori, nei servizi e nella vita quotidiana delle persone. Dopo una prima fase dedicata all’adeguamento delle procedure, degli strumenti e degli adempimenti necessari, il Comune ha scelto di aprire una fase più avanzata e partecipata: costruire un’alleanza stabile con realtà territoriali per mettere a terra il Progetto di Vita come diritto esigibile e come responsabilità condivisa dell’intera comunità.
La sfida non è soltanto individuare risorse, ma cambiare il modo in cui il sistema pubblico e comunitario guardano alla disabilità: non partire dai limiti amministrativi o dalla frammentazione degli interventi, ma interrogarsi su ciò che oggi ostacola una persona con disabilità nella possibilità di realizzare il proprio progetto di vita. Significa ascoltare, riconoscere i contesti che generano barriere, valorizzare il sapere delle famiglie e delle realtà territoriali, attivare sostegni coerenti e costruire risposte integrate, personalizzate e verificabili.
Il documento sottoscritto rappresenta un impegno comune a proseguire il confronto già avviato, valorizzare le competenze presenti sul territorio, preparare la successiva fase di co-programmazione e co-progettazione e rafforzare una rete cittadina capace di accompagnare l’attuazione della riforma con strumenti concreti, partecipati e misurabili.
Il percorso si colloca in coerenza con il Programma IN-GENOVA – Fondo Periferie Inclusive, con il Piano d’Azione Triennale dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e con il D.Lgs. 62/2024, che introduce una nuova visione della disabilità fondata sulla valutazione multidimensionale, sull’accomodamento ragionevole e sul Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato.
Nei prossimi mesi il lavoro proseguirà con il consolidamento delle piste emerse dal percorso partecipato e con l’avvio della fase formale di co-programmazione e co-progettazione, per trasformare il confronto in azioni condivise a favore dell’accessibilità, dell’autonomia, dell’inclusione lavorativa, della formazione, della sicurezza inclusiva, del benessere e della qualità della vita delle persone con disabilità.
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