Collegi consultivi tecnici: il commento del presidente di Ance Brindisi alla delibera Anac

20 Luglio 2026 - 16:20
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Collegi consultivi tecnici: il commento del presidente di Ance Brindisi alla delibera Anac

Ance Brindisi: la delibera Anac rafforza le garanzie di indipendenza dei Collegi consultivi tecnici

Ance Brindisi esprime apprezzamento per la delibera n. 258 del 7 luglio 2026 con cui l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha ribadito la necessità di rafforzare i controlli preliminari sui componenti dei Collegi consultivi tecnici (Cct), con particolare riferimento all’assenza di conflitti di interesse e al rispetto dei limiti previsti dal Codice dei contratti pubblici in materia di cumulo degli incarichi.

“I Collegi consultivi tecnici svolgono oggi una funzione decisiva per la tenuta dei cantieri e la corretta esecuzione degli appalti”, dichiara il Presidente di Ance Brindisi. “Le loro determinazioni, quando assumono natura di lodo contrattuale, producono effetti vincolanti sulle imprese e sulle stazioni appaltanti. È quindi indispensabile che i componenti siano scelti con la massima terzietà e nel pieno rispetto dei limiti quantitativi agli incarichi fissati dall’Allegato V.2 del Codice: non più di cinque incarichi contemporanei e non più di dieci nell’arco di due anni.

L’associazione evidenzia come il Collegio consultivo tecnico rappresenti uno strumento essenziale nella gestione degli appalti pubblici. Il suo compito è quello di affiancare la stazione appaltante e l’impresa sin dalle prime fasi dell’esecuzione dei lavori, prevenendo e risolvendo rapidamente le controversie che possono emergere durante il contratto, così da evitare il ricorso al contenzioso giudiziario. Il Collegio interviene su questioni di natura tecnica, amministrativa e giuridica che incidono sull’andamento dell’appalto o della concessione, comprese riserve dell’appaltatore, varianti, sospensioni dei lavori e ritardi. Quando le parti attribuiscono alle sue determinazioni il valore di lodo contrattuale, tali decisioni assumono carattere vincolante. Proprio per l’impatto diretto che il Cct esercita sulla gestione del contratto e sul rispetto dei tempi di realizzazione delle opere, Ance Brindisi ritiene che l’indipendenza e la qualificazione dei suoi componenti costituiscano un requisito sostanziale per assicurare il buon esito degli interventi.

Secondo l’associazione, la delibera dell’Anac non introduce nuovi obblighi, ma richiama le stazioni appaltanti a dare piena e uniforme applicazione a verifiche che il quadro normativo già prevede. In particolare, viene ribadita la necessità che i controlli sulle autodichiarazioni rese dai professionisti non si limitino a un adempimento formale, ma siano oggetto di un’effettiva attività di verifica.

In quest’ottica, Ance Brindisi invita gli enti appaltanti del territorio, tra cui Comuni, Provincia, Asl e gli altri soggetti gestori di opere pubbliche, ad adottare procedure organizzative che prevedano in modo stabile le verifiche preventive sulle dichiarazioni rese ai sensi dell’articolo 16 del Codice dei contratti pubblici. L’associazione auspica inoltre che i provvedimenti di nomina dei componenti dei Cct contengano specifiche clausole che attestino l’accertamento dell’assenza di conflitti di interesse e del rispetto dei limiti relativi al cumulo degli incarichi, garantendo al tempo stesso adeguati livelli di trasparenza e pubblicità sugli incarichi conferiti, anche nell’interesse delle imprese esecutrici.

Per le imprese associate“, prosegue il Presidente Contessa, “un Collegio realmente indipendente significa maggiore certezza nei tempi di risoluzione delle controversie in corso d’opera, minori contenziosi giudiziari e minori costi indiretti legati ai ritardi. Ance Brindisi è disponibile a un confronto con le stazioni appaltanti del territorio per accompagnare l’attuazione di queste indicazioni, anche attraverso momenti formativi congiunti dedicati ai profili di indipendenza e incompatibilità dei componenti dei Cct“.

Infine, Ance Brindisi ricorda che il parere espresso dal Collegio consultivo tecnico rappresenta una tutela anche per il Responsabile unico del progetto (RUP), mettendolo al riparo da eventuali responsabilità per danno erariale. Per questo motivo l’associazione raccomanda alle stazioni appaltanti di procedere alla costituzione del Cct fin dalle prime fasi dell’esecuzione del contratto, evitando ritardi che potrebbero comprometterne l’efficacia nella prevenzione delle controversie.

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