Come fanno i lupi di Chernobyl a essere "immuni" alle radiazioni

Maggio 13, 2026 - 09:37
0
Come fanno i lupi di Chernobyl a essere "immuni" alle radiazioni

Il 26 aprile 1986 è cambiata la storia per una zona che ora è chiamata di esclusione dove gli esseri umani non possono abitarci perché troppo pericolosa. A quarant’anni dal disastro di Chernobyl gli scienziati stanno cercando di capire come i lupi grigi (Canis lupus) possano vivere senza problemi essendo “immuni” alle radiazioni. Non solo, ma stando a quanto rilevato la loro densità di popolazione è addirittura aumentata vertiginosamente dal 1986 a oggi.

Ad aiutare i ricercatori nella comprensione di questo “mistero” potrebbe esserci un nuovo studio genetico. Gli studiosi Cara Love e Shane Campbell-Staton dell’Università di Princeton hanno scoperto che questi lupi manifestano differenze genetiche rispetto ai lupi di altre parti del mondo. Questo suggerisce che potrebbero aver sviluppato caratteristiche utili ad affrontare le diffuse radiazioni ionizzanti della regione.

Campbell-Staton, al Short Wave, ha affermato: “Potrebbero esserci variazioni genetiche all’interno della popolazione che potrebbero consentire ad alcuni individui di essere più resistenti o resilienti di fronte a tali radiazioni; in tal caso, potrebbero comunque sviluppare il cancro con la stessa frequenza, ma ciò potrebbe non avere un impatto sulle loro funzioni tanto quanto accadrebbe, ad esempio, a un individuo al di fuori della zona di esclusione“.

Come funziona la resilienza dei lupi di Chernobyl “immuni” alle radiazioni

La domanda che gli scienziati e i ricercatori si stanno facendo è una sola: come funziona la resilienza dei lupi di Chernobyl “immuni” alle radiazioni? Attualmente non è stata trovata una risposta certa a come sia possibile ciò. “Per qualche ragione, riescono a sopportare meglio quel peso. Oppure potrebbe trattarsi di resistenza“, ha risposto Campbell-Staton.

Abbiamo iniziato a collaborare con biologi oncologi e aziende del settore per aiutarci a interpretare questi dati e cercare di capire se esistono differenze direttamente applicabili che potrebbero offrire, ad esempio, nuovi bersagli terapeutici per il cancro negli esseri umani.

Una cosa è certa: “Nonostante quella pressione, quell’esposizione alle radiazioni, semplicemente non si ammalano di cancro con la stessa frequenza“. La ricercatrice ha poi aggiunto: “I lupi grigi offrono un’opportunità davvero interessante per comprendere gli impatti dell’esposizione cronica, a basse dosi e multigenerazionale alle radiazioni ionizzanti, grazie al ruolo che svolgono nei loro ecosistemi“.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione Eventi e News

Redazione Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User