Come sono i bambini nati in lockdown?

15 Luglio 2026 - 12:55
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Come sono i bambini nati in lockdown?
Sappiamo che i lockdown che abbiamo vissuto a più riprese durante il periodo di pandemia da covid-19 hanno influito sulla nostra salute mentale in diversi modi. Ora per la prima volta uno studio pubblicato su Archives of Disease in Childhood ha indagato le conseguenze dell'isolamento forzato nei piccolissimi – i bambini nati proprio nei primi mesi di chiusura totale del 2020. È emerso un quadro che evidenzia l'importanza della socializzazione fin dalla prima infanzia, e le conseguenze del mancato contatto con persone diverse dai propri genitori per il primo anno di vita.. La ricerca ha coinvolto 205 bambini nati in Inghilterra tra il 23 marzo e il 23 giugno 2020. Gli studiosi ne hanno misurato le abilità di ragionamento non verbale e di linguaggio, e hanno integrato questi risultati con le risposte date dai genitori riguardo le funzioni esecutive dei figli − tra cui figurano capacità di controllo emotivo, memoria di lavoro, abilità di problem solving, di pianificazione e organizzazione.. Funzioni esecutive ridotte Le funzioni esecutive sono risultate in media al di sotto dei livelli prepandemici; un terzo dei bambini analizzati presentava inoltre bisogni legati alle funzioni esecutive. I motivi di questo deficit sono da ricercare nelle mancate interazioni sociali durante la pandemia: secondo gli studiosi, i bambini con funzioni esecutive non ben sviluppate possono avere difficoltà a cominciare e proseguire delle attività, ricordarsi delle istruzioni, non distrarsi e modificare il proprio comportamento sulla base dei feedback ricevuti.. Il linguaggio Per quanto riguarda il linguaggio, il quadro emerso è più eterogeneo. I punteggi complessivi si sono infatti attestati in linea o addirittura al di sopra dei livelli attesi per l'età. Scomponendo il dato, però, emerge una differenza interessante tra le due componenti del linguaggio: quello espressivo, cioè la capacità dei bambini di usare le parole per esprimersi, è risultato inferiore alle aspettative, risentendo della mancanza di interazioni ricche e variegate con persone meno familiari; quello ricettivo, ovvero la comprensione, è rimasto sostanzialmente invariato, forse grazie alla maggiore comunicazione avuta con i genitori durante il lockdown.. Pur trattandosi di uno studio osservazionale, che non determina un chiaro legame di causa-effetto tra lockdown e funzioni esecutive e presenta alcuni limiti, come il fatto che i dati siano stati riferiti dai genitori e dunque soggetti a bias, la ricerca è interessante perché indaga per la prima volta le conseguenze della pandemia su chi non ne ha memoria, ma ne subisce le conseguenze. .

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