Patrimoniale, l’incontro con le signore in rosso è un fiasco: Appendino, Piccolotti &co. dal sogno di nuove tasse all’incubo della sala deserta

Deserto Patrimoniale, dal sogno delle tasse al risveglio amaro della sala vuota: le signore in rosso sognano sempre l’odiosa tassa, ma si risvegliano nell’incubo della sala vuota… Se non fosse stato per cronisti e cameramen la sala presidiata solo dalle oratrici dell’evento: la presentazione del libro del giornalista Riccardo Staglianò, Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri, nobilitata dalle madrine della sinistra gabellante, Chiara Appendino (M5S), Elisabetta Piccolotti (Avs) e Maria Cecilia Guerra (Pd), ieri sarebbe andata completamente deserta. E l’ossessione della sinistra per i patrimoni altrui finisce nel ridicolo…
Patrimoniale, l’incontro delle signore rosse fa flop
L’ultimo palcoscenico del “Campo largo” delle tasse è stato la sala Berlinguer di Montecitorio, dove ieri si è consumato un flop colossale. L’occasione della presentazione del libro di Staglianò per rilanciare l’odiosa tassa che, a quanto pare, nemmeno ribattezzata dalla pentastellata “Millionaire tax” fa presa su commilitoni e incerti, si risolve in una desolata e desolante distesa di sedie vuote: in sala c’erano solo giornalisti e operatori tv. Mentre deputati e senatori della stessa opposizione hanno preferito marcare visita.
Alla presentazione del libro di Staglianò, autore e ospiti trovano la sala Berlinguer di Montecitorio deserta
Un deserto che Fratelli d’Italia non ha mancato di rilevare, pungendo: «Forse è stata l’occasione buona per capire che l’Italia non ha bisogno di nuove tasse sul risparmio? Mettano da parte l’ossessione di mettere le mani nelle tasche degli italiani e provino a sostenere chi investe, produce e crea occupazione. Più pragmatismo, meno ideologia. Così, magari, la prossima volta riuscirete anche a riempire la sala».
Patrimoniale, Guerra, Appendino e Piccolotti non demordono
Invece, dal fronte rosso, continuano a insistere: ma la risposta è quella che arriva da un grido nel deserto. Così, mentre la dem Guerra predica prudenza parlando di un fumoso progetto in allestimento: «Il programma della coalizione e dei singoli partiti è in costruzione, è un processo in corso», ha rilanciato come fosse una notizia da prima pagina alla platea inesistente, le alleate si lanciano in un delirio ideologico d’altri tempi.
L’intervento interlocutorio della dem, i soliti slogan della 5S e l’assalto finale della first lady di Avs
La cinque stelle Appendino, allora, si affida a un classico: e rispolvera la retorica vetero-marxista della lotta di classe. «Siamo di fronte a una lotta di classe al contrario, dall’alto verso il basso. Non è il 99% del popolo che lotta contro l’1% più potente. Ma è quell’1% di casa intoccabile che lotta contro il popolo, e sta vincendo. E allora diciamolo che è ora che anche i super paperoni paghino il conto».
Tutto come da copione, ma il pubblico diserta la sala
Tutto come da copione, meno l’atteso finale forse, con il picco toccato dalla rosso-verde Piccolotti, convinta che la patrimoniale sia la chiave di volta per Palazzo Chigi. «Ci farà vincere le elezioni – sentenza la first lady di Avs –. Ma ce lo vedete un multimilionario che cambia residenza per non pagare poche migliaia di euro?». Sì, ce lo vediamo benissimo, dato che la fuga dei capitali è la prima e naturale conseguenza di queste fallimentari ricette economiche.
Ma le agguerrite signore rosse in trincea per la patrimoniale continuano a sperarci, spacciando il sogno della lotta di classe che non potrebbe non rivelare i suoi risvolti da incubo per tutto. Per fortuna ieri hanno parlato a una sala vuota. La bramosia fiscale della sinistra è rimbalzata solo contro i muri… (Nella foto in alto dall’account X di Fratelli d’Italia l’immagine pubblicata da “Il Giornale” delle sedie vuote, e in aggiunta i volti di Appendino e Piccolotti).
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